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Palazzo Schifanoia

Localizzazione

Via Scandiana 25-27 
 

Funzione

Musei Arte Antica


Cenni storici

(a cura di Francesco Scafuri)

Il palazzo Schifanoia, antica "delizia" degli Estensi (luogo di svago), fu edificato per volontà di Alberto V d'Este nel 1385, che poi lo ampliò verso est nel 1391. Tra il 1465 ed il 1469 il duca Borso promosse la sopraelevazione del corpo di fabbrica aggiunto nel 1391; al termine dei lavori quattrocenteschi, commissionati all'architetto di corte Pietro Benvenuti dagli Ordini, il palazzo assunse una volumetria molto prossima all'attuale. La facciata, oggi in mattoni a vista, era invece coronata da merli e presentava una decorazione affrescata a finti marmi colorati. Sono da inserire nella radicale trasformazione borsiana anche le innovazioni interne, comprese le ricche decorazioni, tra le quali spicca il ciclo pittorico di grande pregio del Salone dei Mesi.
Da ricordare anche gli interventi architettonici realizzati da Biagio Rossetti del 1493, quando la merlatura venne abbattuta e sostituita con l'attuale cornicione in cotto decorato a stampo; contemporaneamente l'edifico fu prolungato verso est di altri sette metri. Tali opere donarono un inedito effetto prospettico ed una particolare dinamicità alla facciata dell’edificio, paragonabile, sia pure idealmente, ad una freccia che, tesa dall’arco in corrispondenza del monumentale portale, volutamente decentrato rispetto al resto dell’edificio, scatta poi lungo il prospetto, fino a proiettarlo verso le mura orientali.
Negli ultimi decenni il nobile edificio è stato sottoposto a diversi interventi a cura del Comune di Ferrara, che hanno interessato anche lo splendido Salone. Da segnalare, inoltre, le opere realizzate tra il 1989 ed il 1991 dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici, che eseguì il restauro dell'atrio di ingresso, dello scalone d'onore ed il recupero, con conseguente riapertura al pubblico, dell'ala trecentesca del complesso architettonico.
Di grande interesse il portale marmoreo (seconda metà del XV secolo), caratterizzato da un altissimo coronamento, dove si impongono all’attenzione lo stemma estense e l'unicorno, impresa legata a Borso d’Este. Il portale era in gran parte dorato e dipinto, come hanno dimostrato le tracce rilevate durante il restauro del 2006, diretto dal Servizio Beni Monumentali del Comune in collaborazione con i Musei Civici d’Arte Antica e realizzato grazie al finanziamento erogato dalla fondazione Magnoni Trotti; nello stemma, originariamente dipinto, erano state notate in passato le tracce dell’aquila bianca estense, dei tre gigli bianchi (tutti su fondo azzurro) e all’aquila nera imperiale su fondo oro, elementi adeguatamente valorizzati dal citato restauro, che ha interessato anche il portale minore di sapore quattrocentesco, proveniente dal convento di San Domenico e collocato sulla facciata di palazzo Schifanoia nel 1885.
All'interno del palazzo, destinato a Museo Civico, si trova il Salone dei Mesi, splendido ambiente che conserva un ciclo d'affreschi di grande pregio, eseguito tra il 1469 ed 1470 da grandi artisti, quali Francesco del Cossa ed Ercole de' Roberti.
Le pareti di questo grande ambiente erano divise verticalmente in dodici scomparti, quanti sono i mesi dell'anno, ma attualmente sono visibili solo quelli da marzo a settembre, da osservare in senso antiorario. Ciascun mese é diviso in tre scomparti orizzontali: in quello superiore sono rappresentati i trionfi delle divinità pagane, in quello centrale i segni zodiacali affiancati dai decani, mentre quello inferiore é caratterizzato da scene di vita quotidiana, nelle quali ricorre la figura del committente del ciclo di affreschi, il duca Borso d'Este. Occorre ricordare che a causa del progressivo degrado dell’immobile, nel tempo le decorazioni del Salone dei Mesi scomparirono sotto strati di intonaco fino al 1840, quando furono scoperte completamente e cominciarono i primi restauri.
Oltre alla Sala delle Virtù, abbellita da uno stupendo soffitto in stucco dorato e dipinto del XV secolo, nonché ad altri ambienti prestigiosi, il Museo Civico conserva, tra l’altro, raccolte archeologiche, collezioni d'arte e numismatiche, codici miniati, bronzetti, oggetti d'avorio, ceramiche graffite, medaglie e sculture di pregio.
 
 
 
Ultima modifica: 23-12-2016
REDAZIONE: Beni Monumentali - Centro Storico
EMAIL: n.frasson@comune.fe.it