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Palazzo Diamanti

Localizzazione

Corso Ercole I d'Este 21


Funzione

Museo


Cenni storici

(a cura di Francesco Scafuri)

Il palazzo dei Diamanti fu iniziato nel 1493 per Sigismondo d'Este, fratello prediletto del duca Ercole I e figlio legittimo di Nicolò III e di Rizzarda di Saluzzo. Alla sua costruzione lavorò sicuramente l'architetto ducale Biagio Rossetti che, insieme ad alcuni validi collaboratori, curò in modo innovativo sia l'ideazione architettonica che urbanistica dell’edificio, ponendolo proprio in corrispondenza di un incrocio, il famoso Quadrivio rossettiano.
Concepito per essere visto in diagonale o in prospettiva, il palazzo viene ricordato nei più importanti testi di storia dell'arte, poiché costituisce l'episodio architettonico più significativo dell'Addizione Erculea, il “piano regolatore ante litteram” realizzato dal Rossetti a partire dal 1492 per volontà di Ercole I. Il grande progetto urbanistico quattrocentesco, che interessò l’ampia zona a nord del Castello Estense, comportò la costruzione di strade ampie e rettilinee, di chiese e conventi, di palazzi, di splendidi giardini e di nuove fortificazioni. In questa parte della città si respira ancora un’atmosfera ricca di suggestioni, la stessa che lo scrittore Giorgio Bassani ha così magistralmente colto nelle sue opere: la possiamo percepire, ad esempio, sui terrapieni e sulle mura estensi, oppure in Corso Ercole I d'Este, una delle più belle vie del mondo, abbellita da edifici rinascimentali mirabilmente progettati, tra i quali spicca appunto il Palazzo dei Diamanti.
La dimora principesca é famosa soprattutto per i singolari prospetti che la compongono, caratterizzati da più di 8000 bugne marmoree a punta di diamante, concepite per catturare la luce; l'effetto che ne deriva fa assumere dinamicità al nobile edificio, nonostante la sua mole, veramente imponente.
Il palazzo subì alcune modifiche nel corso del Cinquecento che, pur importanti, tuttavia non stravolsero l’ideazione originaria della costruzione. Nel 1594 fu poi costruito il balconcino d’angolo, così come oggi lo vediamo, mentre prima era in legno dipinto perché sembrasse marmo.
Nel 1641 il palazzo passò dagli Estensi alla famiglia Villa, che l'anno dopo fece eseguire il bel portale di marmo. Dal 1842 l'intero immobile appartiene al Comune di Ferrara.
Attualmente il palazzo ospita al piano terra la Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea, notissima sede di mostre di fama internazionale, mentre al piano nobile si può visitare la Pinacoteca Nazionale, prezioso scrigno di opere d’arte.
Oltre ai più recenti restauri degli anni Ottanta e Novanta, dal 1976 al 1982 la citata Soprintendenza e quella per i Beni Architettonici promossero importanti lavori di ristrutturazione, di ampliamento e riqualificazione espositiva, sia nel piano ammezzato che nel piano nobile del palazzo, al fine di dare più ampio respiro e nuova linfa alla Pinacoteca; anche il Comune restaurò le sale al piano terra, che dagli anni ‘70 ospitano importanti mostre di grandi artisti.
 
A seguito del sisma del 2012 l'edificio ha riportato diversi danni. E' previsto un intervento di restauro con inizio nel 2017 e fine 2018. Per ulteriori informazioni Palazzo Diamanti
Ultima modifica: 23-12-2016
REDAZIONE: Beni Monumentali - Centro Storico
EMAIL: n.frasson@comune.fe.it