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Chiesa di San Cristoforo alla Certosa

Localizzazione

Via Borso 


Cenni storici

(a cura di Francesco Scafuri)

Fu Borso d’Este a promuovere, nel 1452, la costruzione di un monastero certosino con relativa chiesa lontano dal centro abitato, come imponeva la regola dell’ordine. Il suo isolamento fu però breve e già alla fine del XV secolo, con il compiersi dell’Addizione Erculea, il complesso venne racchiuso nella cerchia delle mura estensi, perdendo così la caratteristica di “eremo” ma entrando nell’immagine della città.
Nel 1498, accanto alla chiesa primitiva, fu avviata la costruzione del nuovo e attuale Tempio di San Cristoforo. La grandiosità delle proporzioni, che si sposa con la plasticità dell’architettura modulata dalla luce, ha suggerito l’attribuzione del progetto a Biagio Rossetti.
San Cristoforo, a croce latina, con una sola navata e sei cappelle laterali, è una delle opere più originali nell’ambito del Rinascimento ferrarese, sia per l’assetto architettonico che per l’impostazione planimetrica, dove la lunghezza della navata è esattamente uguale alla profondità del transetto sommata a quella dell'abside. La facciata, rimasta incompiuta, fu adornata nel 1769 con un monumentale portale marmoreo, che i recenti restauri hanno riportato all’antico splendore.
Alla fine del Settecento, a seguito delle soppressioni napoleoniche, i monaci persero il possesso del convento e della Chiesa.
Acquisito l’intero complesso dal Comune di Ferrara (1812), il Tempio venne riaperto al culto nel 1813, mentre lo stesso anno l’ex monastero fu adibito a cimitero pubblico. Nel 1814 fu abbattuta l’antica chiesa realizzata all’epoca di Borso, mentre successivamente l’area monumentale cimiteriale fu ampliata in diverse fasi, sia nel corso del XIX che del XX secolo.
I bombardamenti del secondo conflitto mondiale inflissero anche al Tempio di San Cristoforo ferite gravissime: nell’estate del 1944 due bombe distrussero parzialmente l’abside, il coro, il lato destro della Chiesa e il campanile. Nel corso del dopoguerra e nei decenni successivi seguirono vari interventi di manutenzione che, tuttavia, si rilevarono insufficienti, anche se consentirono la parziale riapertura dell’edificio di culto.
Oggi, dopo l’opera di recupero, il Tempio riacquista, accanto alla sua originaria funzione sacra, anche l’importante ruolo culturale di monumento fra i più significativi e preziosi del patrimonio storico-artistico ferrarese.
L’intervento di restauro (2004-2007)
L’opera straordinaria di cooperazione tra pubblico e privato ha permesso di avviare il progetto di recupero di San Cristoforo, strutturato e articolato in due fasi: la prima, tesa innanzitutto a recuperare, dal punto di vista architettonico, l’originario splendore della Chiesa; la seconda, rivolta invece agli arredi, alle suppellettili e alle opere in essa conservate.
Iniziato nel febbraio 2004, il restauro architettonico è stato finanziato dallo Stato, dalla Regione Emilia Romagna e dall’Amministrazione Comunale di Ferrara; il progetto e la realizzazione dei lavori, eseguiti sotto la tutela della Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio di Ravenna, sono stati coordinati dal Servizio Beni Monumentali del Comune, e hanno conseguito l’obiettivo di migliorare la fruibilità e le condizioni di conservazione dell’intero edificio.
Oltre a interventi mirati alle coperture e alla facciata, sono stati recuperati gli spazi collegati al Tempio e predisposti gli impianti indispensabili per le esigenze di culto, il benessere dei visitatori e dei fedeli, la conservazione e la protezione delle opere, nonché la valorizzazione dello straordinario apparato artistico e decorativo.
Parallelamente a questo intervento, grazie al generoso sostegno economico della Fondazione Cassa di Risparmio di Ferrara, ha preso corpo il progetto di restauro e ricollocazione dei dipinti e degli arredi storici a cura dei Musei Civici d’Arte Antica, in collaborazione con il Settore Attività Culturali e sotto la tutela della Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico di Bologna.
Il 21 e 23 settembre 2007 hanno segnato la definitiva riapertura al pubblico del Tempio e la conclusione dei lavori. A seguito dei restauri, hanno trovano tra l’altro un’adeguata collocazione in San Cristoforo opere d’arte di importanti autori, quali Bastianino, Bononi, Cesi, Avanzi, Scarsellino, Cozza, Bastarolo e Nicolò Pisano, oltre al prezioso coro ligneo quattrocentesco proveniente dalla Chiesa di Sant’Andrea (restaurato successivamente ed ora ultimato).
 

A seguito del sisma del 2012 l'edificio è al momento inagibile. E' previsto un intervento di restauro con inizio nel 2017 e fine 2018. Per ulteriori informazioni Chiesa di San Cristoforo
Ultima modifica: 23-12-2016
REDAZIONE: Beni Monumentali - Centro Storico
EMAIL: n.frasson@comune.fe.it