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Casa Frescobaldi

Localizzazione

Via Frescobaldi 40 


Funzione

Uffici Comunali
Servizio Gallerie d'Arte Moderna e Contemporanea


Cenni storici

(a cura di Francesco Scafuri)

All’inizio del XX secolo alcuni studi storico-patrimoniali individuarono nell’edificio al n.c. 40 di Via Belvedere la casa dove visse gli anni della giovinezza Girolamo Frescobaldi (Ferrara 1583 - Roma 1643), il musicista ferrarese più importante di tutti i tempi, tra i massimi inventori della musica per tastiera di ogni epoca. L’edificio fu costruito nella seconda metà del XVI secolo su terreno di pertinenza delle monache di San Guglielmo.
Non si può affermare con assoluta certezza che Girolamo sia venuto alla luce nella citata Casa, poiché il padre Filippo la acquistò solo nel 1584, mentre il grande musicista nacque l'anno prima, essendo stato battezzato il 13 settembre 1583; tuttavia, si ritiene probabile che la famiglia la abitasse già a questa data.
Originariamente l’edificio misurava 21 piedi ferraresi (circa 8,5 m), corrispondenti all’attuale fronte, inoltre anche la profondità del lotto di 110 piedi ferraresi (44,5m.) corrisponde a quella odierna. Dai rogiti dell’epoca si evince che si trattava di una “casa cupata, murata et sularata”, cioè con coppi, muri e solai.
Come si evince da una perizia del 1615, la storica abitazione era dotata di un piccolo loggiato, che probabilmente si affacciava su di un’area scoperta di circa 250 mq., costituita da una “corte” e da un orto. Nello stesso cortile ora insistono due piccoli corpi di fabbrica di origine ottocentesca, che un tempo servivano come abitazione per la servitù, legnaia e fienile, mentre oggi sono a disposizione dell’Amministrazione Comunale.
Nessuna indicazione nei documenti invece sull’articolazione degli ambienti interni e dei piani, che in seguito saranno radicalmente trasformati.
Nel 1619 la casa venne acquistata da Francesco Rossetti, marito della sorella del musicista, che la diede poi in dote alla figlia Margherita, la quale a sua volta la lasciò al Figlio Teofilo Vistoli. Questi poi la cedette alle figlie. Successivamente risulta di proprietà di Gian Battista Perelli, che nel 1774 la vendette a Giacomo Giacomini. Quest’ultimo la passò in eredità al figlio Francesco che a sua volta la lasciò alla figlia Eustolia, sposa di Gaetano Carpeggiani. Nel 1887 Anna Carpeggiani la passò ai figli, che la cedettero al senatore Emilio Arlotti nel 1939. Ereditata nel 1944 dalla figlia Ercolina, venne venduta al dott. Paolo Faveri nel 1967 e finalmente acquistata dal Comune nel 1970.
Si può solo immaginare come questo continuo succedersi di proprietari, che adattarono il fabbricato alle loro necessità, possa aver influito sulla struttura dell’immobile, che infatti risulta notevolmente trasformato.
Attualmente l’edificio è composto da tre corpi di fabbrica:
Il primo è la “Casa Frescobaldi” vera e propria, formata da un seminterrato, un piano terra formato da un androne e da un altro locale, la sala ex “lozza” chiusa che da' sul cortile, un primo piano (o piano “ammezzato”), un secondo piano ed un sottotetto inutilizzato.
Il secondo è un corpo di fabbrica addossato alla casa che compare nel XIX secolo ed è composto da due piani bassi, successivamente ridotto ad un piano solo, con tre locali ed una copertura a terrazza.
Un terzo corpo di fabbrica minore, sempre di impianto ottocentesco, si trova in fondo al cortile: è composto da due stanze al piano terra e due al primo piano, tutte di piccole dimensioni, mentre nel 1982 sono stati aggiunti i servizi igienici.
Da ricordare che la Giunta Comunale, dopo aver acquisito il parere favorevole della Deputazione di Storia Patria, deliberò nella seduta del 26 maggio 1908 di assegnare ufficialmente la nuova denominazione alla strada.
Il 31 dello stesso mese, nell'ambito delle iniziative culturali di commemorazione, venne scoperta una lapide celebrativa murata nella facciata della Casa al numero civico 40, che ricordava il grande musicista ferrarese e l’abitazione che lo accolse nel primo periodo della sua straordinaria esistenza. Il testo dell’iscrizione fu dettato proprio nel 1908 dal prof. Giuseppe Agnelli.
Il complesso di questi tre corpi di fabbrica, che costituiscono un cassero e mezzo con un androne anomalo, non presenta particolari artistici o architettonici di rilievo, se escludiamo il balconcino sul prospetto principale, ornato da una ringhiera in ferro battuto, ed un caminetto con decorazioni in stucco al primo piano entrambi databili alla fine del ‘700. Il caminetto risulta alterato nelle proporzioni per i lavori dei solai avvenuti nel 1974; ricordiamo, infatti, che all’inizio degli anni ’70 il Comune, trovando l’edificio in uno stato di estremo degrado, si preoccupò principalmente degli importanti dissesti statici delle strutture, visto che solai e copertura erano quasi crollati, tali lavori portarono purtroppo all’eliminazione delle travature lignee, ed allo sfasamento delle altezze interne, compresa quella del seminterrato che risulta troppo basso per poter essere utilizzato.
 Un successivo restauro effettuato nel 1982-83 mise fine al degrado della struttura, perché si costruirono nuovi pavimenti, si rifece la scala del corpo principale ed il prospetto principale venne restituito a faccia “a vista”, mentre nel prospetto interno vennero messe in luce tracce preesistenti, secondo le indicazioni della Soprintendenza. Vennero costruiti servizi igienici all’ammezzato, oltre che nell’edificio nel cortile, come già ricordato.
I lavori consentirono di destinare la Casa per un certo periodo a sede dell’Assessorato alla Cultura del Comune, mentre dal 1995 al 2005 i vari ambienti accolsero il Museo dell’Illustrazione.
Oggi, dopo i necessari lavori di manutenzione, presso Casa Frescobaldi è stato collocato l’importante “Centro di Documentazione Storica - Centro Etnografico Ferrarese”, che conserva una ricca collezione fotografica, archivi di storia locale, di etnografia e antropologia culturale.
Per una serie di cause naturali, alcuni anni or sono, quando la Casa era ancora sede museale, la lapide apposta nel 1908 è andata in frantumi. Così nel 2006, la Ferrariae Decus, nell’ambito delle iniziative culturali previste per celebrare il centenario dell’associazione culturale, ha finanziato la realizzazione e la ricollocazione di una nuova lapide sul prospetto principale dell’edificio, in tutto simile a quella distrutta. Il progetto, approvato dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici di Ravenna, è stato curato dal Servizio Beni Monumentali del Comune di Ferrara, che ha seguito le varie fasi dell’iniziativa in collaborazione con l’associazione.
 

 
Ultima modifica: 27-12-2016
REDAZIONE: Beni Monumentali - Centro Storico
EMAIL: n.frasson@comune.fe.it