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Articoli, Interviste,Saggi, Commenti

Fonte: ADUC.it - 28 agosto 2012

Alcool, fumo, droghe: i giovani italiani sono fra i maggiori assuntori in Europa


Nel 2011, in Europa, i consumatori di alcolici e sostanze psicotrope tra i 16enni rimangono costanti, crescono invece i fumatori e gli assuntori di sostanze inalanti, come solventi e colle. Ed i giovani italiani registrano consumi sopra la media europea per quasi tutte le sostanze. A rilevarlo e' la ricerca europea Espad, diffusa oggi dal Cnr alla vigilia di un provvedimento del Governo su gioco d'azzardo, tassazione per la vendita di alcol e bibite gassate e multe per chi vende sigarette ai minori.
Il Rapporto Espad indaga sui comportamenti degli adolescenti e lo scorso anno ha coinvolto 36 Paesi europei. In Italia, l'indagine e' condotta dall'Istituto di fisiologia clinica del Consiglio nazionale delle ricerche (Ifc-Cnr) di Pisa. "L'alcol e' da sempre la sostanza psicotropa maggiormente sperimentata e consumata dai sedicenni, nonostante il suo uso sia loro vietato o limitato in molti Paesi" afferma Sabrina Molinaro dell'Ifc-Cnr, responsabile della ricerca in Italia.
"L'Italia -continua Molinaro- si trova nella 'top ten' con il 63% di adolescenti che hanno bevuto almeno una volta nell'ultimo mese, contro la media del 57. Il primato va alla Repubblica Ceca con il 79%, seguita da Danimarca (76%), Germania (73) e Grecia (72). Chiudono la classifica Albania (32%) e Islanda (17%). Invece per il binge drinking (cinque o piu' bevute in un'unica occasione), il nostro Paese con il 35% si assesta sotto il 39 di media, a dimostrazione di una differente 'cultura del bere'. Inoltre, rispetto alla rilevazione del 2007, tra gli studenti italiani si registra un lieve calo".
Purtroppo anche il consumo di sigarette nell'ultimo mese colloca i nostri 16enni tra i primi dieci, con il 36% contro la media europea del 28%. "Il dato, nonostante le campagne di sensibilizzazione, resta sostanzialmente stabile. In altri paesi come Francia, Portogallo, Polonia, Finlandia e Romania, i consumi pero' aumentano rispetto al 2007, mentre scendono in Norvegia, Russia e Islanda" prosegue Molinaro.
"I coetanei con piu' alte percentuali di fumatori sono in Repubblica Ceca (42%) e Bulgaria (39%), dove le ragazze sono in netta maggioranza: 46% contro 33%, cosi' pure in Francia (38%: i maschi sono il 34%, le femmine il 43). I paesi dove si fuma di meno sono Norvegia (14%), Albania (13) e Islanda con il 10%".
La sostanza illegale piu' sperimentata dagli studenti europei almeno una volta nella vita e' la cannabis (hashish o marijuana). "E l'Italia e' ancora tra le prime dieci nazioni con il 21% (24% maschi, 18 femmine) contro il 17% di media. L'elenco vede in testa cechi e francesi, rispettivamente con il 42 e il 39%, ed e' chiuso da Grecia (8%) e Albania (4)" osserva Molinaro.



Fonte primaria: International Journal of Drug Policy -Tratto da Droganews

Dalle "Legal high" alle nuove sostanze psicoattive,dal Regno Unito un dibattito
scientifico


Pubblicato sulla rivista International Journal of Drug Policy il punto di vista di alcuni ricercatori circa l'uso della definizione "Legal high" nell'ambito delle pubblicazioni scientifiche che trattano la caratterizzazione, la diffusione, e gli effetti di questa tipologia di droghe.
Ornella Corazza del Progetto ReDNet (University of Hertfordshire, UK) e colleghi, osservano come, in ambito di prevenzione e ricerca, l'uso della dicitura "Legal high" possa rappresentare una definizione ambigua. Il termine "Legal" farebbe infatti immediatamente pensare ad una sostanza legale, non proibita e che può essere dunque percepita, soprattutto dai giovani, come non pericolosa. Il termine "high" fa invece pensare ad una positività degli effetti. Pertanto gli autori della pubblicazione propongono di uniformare la definizione di questa tipologia di sostanze con la dicitura "Nuove Sostanze Psicoattive" (in inglese Novel Psycoactive Substances, NPS), una terminologia facilmente traducibile in diverse lingue e senza dare adito ad interpretazioni ambigue. Molte di queste droghe, identificate attraverso l'uso di varie e sempre più sofisticate metodologie analitiche, rappresentano degli analoghi e derivati di origine sintetica di droghe già note. Un esempio è costituito dalle piperazine, dai catinoni (cheto derivati delle amfetamine, quali ad esempio il mefedrone), o da droghe sintetiche che agiscono sugli stessi recettori del THC (principio attivo della cannabis) come i cannabinoidi sintetici. La loro diffusione è spesso legata alla possibilità di pubblicizzare e commercializzare tale tipologia di sostanze attraverso la rete, facilmente accessibile a tutti, in particolare alla popolazione giovanile, e diversi studi sono stati condotti proprio sulla diffusione e l'aspetto dei prodotti circolanti sul web. La definizione "Legal high", concludono gli autori, oltre ad essere scientificamente non accurata, si trascina dietro il rischio di una pubblicità di questa tipologia di droghe, in quanto enfatizzerebbe una positività degli effetti e una disponibilità dei prodotti senza conseguenze legali, per sostanze che invece nella maggior parte dei casi, sono illegali e soprattutto correlate a seri rischi per la salute di chi le consuma.

Corazza, O., et al. ‘Legal highs' an inappropriate term for ‘Novel Psychoactive Drugs' in drug prevention and scientific debate. International Journal of Drug Policy (2012), http:// dx.doi.org/10.1016/j.drugpo.2012.06.005

(Articolo pubblicato dal CUFRAD sul sito www.alcolnews.it)




abusoalcol2011.pdf

dx.doi.org/10.1016/j.drugpo.2012.23.005


Ultima modifica: 29-01-2013
REDAZIONE: Promeco - Centro per la Promozione della Comunicazione
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