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Che cos'è il bullismo

Possiamo parlare di bullismo quando siamo di fronte ad una relazione di abuso di potere in cui avvengono dei comportamenti di prepotenza in modo ripetuto e continuato nel tempo, tra ragazzi non di pari forza, dove chi subisce non è in grado di difendersi da solo.

Dunque il bullismo non è un comportamento ma una relazione; non è neppure un exploit di violenza bensì il susseguirsi di azioni di prevaricazione tra gli stessi soggetti. E perché si possa parlare di bullismo l’azione di prepotenza non può essere episodica né bidirezionale, non può essere un gioco. Ad esempio i giochi di lotta tra ragazzi, ricorrenti soprattutto tra i maschi, non sono bullismo e, finché restano tali, sono confronti alla pari. Una vendetta mirata ed episodica in seguito ad un litigio può essere violenta, ci preoccupa per ciò che rivela o per i rischi che presenta, ma neppure questo è bullismo. In una relazione di prepotenza esiste una continuità nelle vessazioni e uno squilibrio di forze tra il bullo e la vittima, che non possono scambiarsi i ruoli.
Tutto questo accade normalmente in un contesto di gruppo, sia perché chi fa le prepotenze o chi le riceve può essere un gruppo e non un singolo, ma molto di più e soprattutto perché il gruppo è il contesto più frequente in cui queste cose accadono, sia che stiamo parlando di una classe, di un insieme di ragazzi nel cortile della scuola, su un autobus. E solitamente ci sono degli spettatori, c’è un contesto di persone terze che tende a prende posizione - anche quando sceglie di non averne nessuna.

Possiamo parlare di un bullismo verbale, psicologico, fisico o elettronico (cyberbullying) a seconda che i comportamenti siano prese in giro ripetute, minacce, offese, oppure esclusioni dal gruppo e maldicenze - modalità tipiche del bullismo femminile - o, ancora, aggressioni, scherzi pesanti, e poi furti grandi o piccoli, estorsioni, danneggiamenti degli oggetti personali o del materiale scolastico; con la parola "cyberbullying" si fa riferimento a telefonate, SMS, o squilli molesti sul cellulare, fotografie o video ripresi con il cellulare contro la volontà del soggetto e poi diffusi tramite MMS o in rete, commenti dispregiativi sui blog personali e ogni altra forma di diffamazione attraverso strumenti elettronici.


Ultima modifica: 21-08-2012
REDAZIONE: Promeco - Centro per la Promozione della Comunicazione
EMAIL: promeco@comune.fe.it