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Rischio Sismico

Rischio SismicoIl terremoto è un fenomeno naturale, normalmente di breve durata, non prevedibile, che non può essere evitato e che di solito si ripete nelle aree già colpite in passato.
Storicamente Ferrara a causa della sua ubicazione, da cui prende nome la serie di pieghe tettoniche (Pieghe Ferraresi), è stata oggetto di fenomeni sismici che talvolta hanno determinato danni al tessuto urbano e cambiamenti morfologici, basti pensare allo spostamento dell'attuale corso del Po (terremoto del 1570).


Rischio SismicoLa Presidenza del Consiglio dei Ministri con l’ Ordinanza n. 3274 del 20 Marzo 2003 ha emanato i “Primi elementi in materia di criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e di normative tecniche per le costruzioni in zona sismica”.
Tra gli elementi principali del'Ordinanza, oltre alle normative tecniche da seguire per la progettazione e l’adeguamento degli edifici e delle infrastrutture, viene classificato il territorio nazionale in funzione del livello di Pericolosità Sismica. Adottando una scala di sismicità di 4 livelli, l’intero territorio comunale di Ferrara viene classificato come Zona 3, ovvero zona soggetta a modesti scuotimenti con magnitudo attese analoghe a quelle verificatesi nel Maggio del 2012.


Tuttavia la scala di analisi, anche in virtù delle vicende sismiche che hanno interessato l’Italia nell'ultimo decennio, con l’O.P.C.M. n. 4007 del 2012, vede focalizzare l'attenzione sulla Risposta Sismica Locale (RSL) mediante la realizzazione delle indagini di Microzonazione Sismica (MS). Attraverso la suddivisione dettagliata del territorio in base al comportamento dei terreni durante un evento sismico e ai possibili effetti indotti dallo scuotimento, la Microzonazione Sismica diventa uno strumento di prevenzione e riduzione del rischio sismico particolarmente efficace sia in fase di pianificazione urbanistica, costituendo un fondamentale supporto agli strumenti decisionali di pianificazione comunale, sia nella fase studio degli scenari sismici finalizzati alla gestione delle attività di protezione civile.
Congiuntamente a questo tipo di analisi, con l'O.P.C.M. n. 4007/12 e l'O.C.D.P.C. n. 52/13, si introduce lo strumento della Condizione Limite per l'Emergenza (CLE), studio dedito alla conoscenza del proprio sistema di emergenza nel fronteggiare una calamità simica, analizzando l'operatività di strutture e vie strategiche preventivamente individuate, necessarie a garantire la gestione dell'emergenza stessa.Rischio Sismico


Una scossa sismica di per sé non costituisce una minaccia per l’incolumità delle persone, ma piuttosto provoca vittime a seguito del crollo di edifici nelle loro parti o di quello che contengono e talvolta causa incendi ed esplosioni dovute a perdite di gas. Pertanto si parla di Rischio Sismico riferendosi alla quantificazione dei danni ed alle conseguenze sulla popolazione.
La valutazione del Rischio Sismico principalmente si basa sull'analisi delle caratteristiche del territorio in rapporto con la presenza umana, secondo il procedimento generale proposto dall'UNESCO (1984), adattando la trattazione alla scala di analisi necessaria (da Nazionale a Comunale) e tenendo conto del dettaglio dei dati a disposizione.
A tal proposito viene adottata una equazione di calcolo del rischio di valore generale col fine di pianificare e mitigare i danni causati da eventi naturali estremi ed in generale riducendo l’esposizione al rischio della popolazione:

RS = H * V * E

dove:

RS (Rischio Sismico):intende il grado di perdite attese in termini di vite umane, feriti, danni a proprietà ed infrastrutture, danni diretti ed indiretti all'economia a causa di una determinata pericolosità geologica.

H (Pericolosità): è la probabilità che un fenomeno potenzialmente dannoso avente una certa intensità si verifichi in un dato periodo di tempo, in un determinato luogo e per determinate cause scatenanti.

E (Elementi a rischio): comprende l'insieme degli elementi esposti al rischio come la popolazione, le proprietà pubbliche e private e le attività economiche in una data area.

V (Vulnerabilità) è il grado di perdita atteso, su un dato elemento o gruppi di elementi a rischio, derivante da un potenziale fenomeno distruttivo di una certa intensità.

 

           Di seguito riportiamo la mappa interattiva della Pericolosità Sismica di riferimento per il territorio nazionale.

Rischio Sismico


Ciò nonostante è bene tener conto che le attuali conoscenze permettono di sapere "dove" e con che "modalità" avverrà un terremoto ma non, con la necessaria attendibilità, "quando". La previsione dei terremoti non è quindi un traguardo conseguibile in tempi brevi e l'unico strumento per prevenirne gli effetti è informare e preparare la popolazione ad essere maggiormente resiliente.
Con l’aggettivo “resiliente” si intende una persona in grado di adattarsi e fornire una risposta reattiva alla calamità in atto e più in generale si intende la capacità di un sistema di sopravvivere e prosperare in situazioni avverse come ad un sisma.

Al fine di garantire un solido supporto informativo è quello di ampliare la resilienza al terremoto da parte della cittadinanza di Ferrara, il Servizio Associato di Protezione Civile, a due anni dal sisma che ha colpito la nostra città, ha redatto un opuscolo per la gestione del rischio sismico, individuando le aree di attesa per la popolazione (A.A.P.) in caso di emergenza. Nell'opuscolo oltre alla descrizione della calamità, le competenze che entrano in campo a suo seguito e alla descrizione delle aree di attesa per la popolazione (A.A.P.), vengono anche descritte le misure di auto-protezione così come i comportamenti da adottare prima, dopo e durante un sisma.

I - immagine info

Consulta le Misure di Autoprotezione relative e gli Opuscoli Informativi:
Ultima modifica: 09-10-2017
REDAZIONE: Servizio Associato di Protezione Civile Terre Estensi
EMAIL: protezionecivile@comune.fe.it