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Prospettiva della Giovecca

Localizzazione

Corso Giovecca


Cenni storici

(a cura di Francesco Scafuri)

La decisione di realizzare la Prospettiva e il suo architetto
Nel 1703 il Maestrato dei Savi di Ferrara decise di far erigere una Prospettiva, ovvero un “arco trionfale” in fondo alla strada della Giovecca, secondo il disegno dell’architetto e “notaio d’argine” Francesco Mazzarelli, attivo a Ferrara tra il 1692 ed il 1731; egli lavorò, tra l’altro, alla trasformazione interna della Cattedrale di Ferrara a partire dal 1712 e alla ristrutturazione della chiesa di San Giorgio (1709), mentre fornì i disegni per la chiesa di Sant’Apollonia (1692), per l’oratorio dei Santi Cosma e Damiano (1710) e per il teatro Anatomico (1731) presso Palazzo Paradiso.
Se da una parte l’idea fu quella di innalzare una maestosa costruzione scenografica per nobilitare e valorizzare ulteriormente una delle vie più belle della città, dall’altra si pensò con tale opera di attestare gratitudine e riconoscenza al pontefice Clemente XI, il quale era riuscito ad assicurare a Ferrara una discreta tranquillità e neutralità rispetto ad alcuni eventi bellici.
Inizialmente si era deciso di apporre lo stemma pontificio al centro del timpano curvilineo della Prospettiva (in alto) e poco più sotto quello legatizio; inoltre, si sarebbe dovuto fissare più in basso sia il vessillo della città (a destra) sia quello del Giudice dei Savi (a sinistra). Ma il marchese Carlo Fiaschi, Giudice dei Savi, nel corso dell'esecuzione ordinò di aggiungere anche gli stemmi dei nove Savi del Maestrato, affinché tutti gli Ordini cittadini potessero rappresentare la propria riconoscenza al “Capo della Chiesa e dello Stato”.
Mazzarelli allora, modificando il disegno architettonico originario che egli stesso aveva delineato, elaborò un secondo progetto che consentiva di collocare tutti gli stemmi, da realizzare con lastre di marmo provenienti dal veronese. Inoltre, in base ad altre disposizioni del marchese, l’architetto pensò di collocare sopra gli archi laterali due grandi targhe marmoree con iscrizioni commemorative di forma ottagonale. Un ulteriore risultato dei ripensamenti da parte del Giudice dei Savi comportò una diversa collocazione rispetto alla prima idea delle due statue dei santi Giorgio e Maurelio, che ora avrebbero dovuto nobilitare le nicchie praticate nella parte interna dei pilastri del fornice maggiore.
La Prospettiva costruita in circa otto mesi
Come risulta dai documenti d’archivio, i lavori di costruzione della Prospettiva iniziarono il 22 ottobre 1703, ma subirono subito un’interruzione a causa del ritrovamento dei resti delle antiche mura medievali della città che insistevano in quella zona prima dell’Addizione Erculea. Sfruttando le fondazioni dell’antico sistema difensivo fu però possibile realizzare quelle della Prospettiva, per la cui esecuzione, tuttavia, si dovettero tagliare nelle vicinanze un centinaio di pioppi, da cui si ricavarono 374 pali o “agucchie” di varia lunghezza, indispensabili per rendere compatto il terreno e quindi più solida la base della struttura architettonica. I lavori vennero poi sospesi per l'inoltrarsi della stagione fredda il 14 dicembre e ripresero il 12 febbraio 1704; le opere si conclusero il 27 giugno dello stesso anno e il monumento, appena ultimato, risultò in gran parte conforme al secondo disegno, anche se le statue non arricchirono mai la monumentale costruzione.
La realizzazione della struttura architettonica venne finanziata, tra l’altro, con i denari destinati alle corse dei palii (allora sospese), alcuni fondi comunali, le risorse messe a disposizione dal Legato pontificio e una parte degli emolumenti spettanti ai componenti del Maestrato.
La Prospettiva nel Settecento
La Prospettiva è descritta da Mazzarelli nella sua relazione, redatta dopo la costruzione del monumento, come un arco trionfale d'ordine toscano diviso in tre archi, l'uno maggiore nel mezzo e due minori laterali, mentre, come vedremo, la costruzione è ora composta da due ulteriori appendici laterali. In tale scritto l’architetto affermava che la facciata verso Corso Giovecca e i sottarchi risultavano tutti incamiciati di mattoni cotti tagliati, eccetto lo zoccolo inferiore e la “corona” delle cornici, essendo l'uno di marmo bianco e l'altra di marmo rosso di Verona. Il prospetto verso le mura era invece di mattoni stuccati tranne la base dei pilastri, il contorno degli archi e le cornici che erano stati nobilitati in marmo come nella facciata; quest’ultima era stata “colorata di rubrica” e “strofinata” per rendere il paramento murario più omogeneo. Il piano di calpestio alla base della nuova costruzione fu pavimentato all’epoca con selci di trachite, quindi si predisposero complessivamente dodici paracarri nella parte antistante ai due prospetti, per evitare che carri e carrozze si avvicinassero troppo agli spigoli dei pilastri della Prospettiva e andassero ad urtarli provocando danni.
La Prospettiva, costruzione celebrativa e monumentale, doveva assolvere per di più ad esigenze legate al controllo di persone e cose in entrata e uscita dalla città, anche a fini daziari; nel 1744, ad esempio, è testimoniata la presenza di una “catena” alla Prospettiva della Giovecca, che un custode aveva il compito di chiudere e aprire in occasione del passaggio di carrozze e carri.
Per quanto riguarda "le tavole di marmo e gli stemmi" che un tempo dovevano ornare gran parte della facciata sulla Giovecca, secondo alcuni storici sarebbero stati abbattuti alla fine del Settecento durante l’occupazione francese.
Il XIX secolo
Alcune modifiche furono apportate nel 1816, quando la comunità ferrarese fece eseguire l'intonacatura e la tinteggiatura di ambedue le facciate della Prospettiva. Nel corso del secolo si verificarono ripetutamente diversi danni alle coperture di zinco e piombo che proteggevano i cornicioni del primo e del secondo ordine, nonché la parte più alta dell'arco prospettico centrale; le cause si individuarono nell’esposizione diretta dei manufatti alla pioggia e al vento, ma vale la pena sottolineare che non erano infrequenti i casi in cui mani ignote asportavano nottetempo in tutto o in parte le preziose coperture (vendute poi al mercato nero), per cui si era costretti a farle rifare.
Nella seconda metà dell’Ottocento, dopo alcuni restauri, il prospetto della costruzione architettonica rivolto verso Corso Giovecca risultava “sagramato” e tinteggiato, mentre l’altro verso le mura era intonacato, invece oggi entrambe le facciate sono in mattoni a vista.
La Prospettiva nel Novecento
Dal 1936, in particolare, si sentì la necessità di trovare una soluzione urbanistica per risolvere lo snodo dell’attuale piazzale Medaglie d’Oro. Dopo accese polemiche, l'Ufficio Tecnico elaborò alla fine degli anni Trenta un progetto per l’esecuzione di importanti opere, “che fu possibile realizzare soltanto nel 1940”. Gli interventi consistettero nella realizzazione di una “scalea” più maestosa della precedente (portandola al piano di Corso Giovecca) e nella creazione dei due sottopassaggi necessari ad imboccare la nuova strada per il mare (oggi via Pomposa), oltre alla sistemazione delle aree adiacenti. Allo stesso tempo, il Comune decise di ampliare la Prospettiva con l’aggiunta dei due corpi laterali per il passaggio dei pedoni. La scelta di privilegiare definitivamente la "pietra a vista" rispetto all'intonaco (presente sulle facciate fino a poco prima) e l'aggiunta dei due fornici pedonali modificò, sia pure in parte, l'effetto estetico originario.
Eppure la costruzione scenografica mantiene tutto il suo fascino, identificandosi come uno dei più importanti beni monumentali cittadini.
Per concludere, una curiosità: una delle scenografie prospettiche che compare nella celebre sigla di “Carosello” degli anni Sessanta e Settanta, ricorda per alcuni particolari la nostra Prospettiva, a cui potrebbe essersi ispirato l’autore insieme ad altri edifici storici italiani.

A seguito degli eventi sismici del 20 e 29 Maggio 2012 i pinnacoli che sormontavano l’arco monumentale vennero rimossi a scopo di precauzione e sicurezza. Il progetto di ricollocamento dei pinnacoli è stato portato a termine dall'amministrazione nel dicembre 2015. Per ulteriori informazioni sul progetto Prospettiva della Giovecca
 
 
Ultima modifica: 23-12-2016
REDAZIONE: Beni Monumentali - Centro Storico
EMAIL: n.frasson@comune.fe.it