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Palazzo Prosperi-Sacrati

Localizzazione

Corso Ercole I d'Este


Cenni storici

(a cura di Francesco Scafuri)

Fu costruito a partire dal 1493 per il medico ducale Francesco da Castello, che diede il via per primo ai lavori nel famoso quadrivio, quasi contemporaneamente a Bonifacio Bevilacqua, che intanto cominciava quello di fronte (l'attuale caserma della polizia di Stato); la morte di Francesco, nel 1511, provocò l'interruzione delle opere relative alle parti decorative dell'edificio, lasciando incompiute le finestre del piano nobile e l'assetto delle facciate esterne. L'attribuzione del palazzo é accreditata da Bruno Zevi all'architetto di corte Biagio Rossetti, almeno per la fase cinquecentesca dei lavori, suffragata da un rogito del 1512 che lo stesso Zevi cita nella suo monumentale volume sul grande architetto ferrarese nel 1960.
Fin dagli inizi del '500 l'edificio viene definito come uno dei più vasti e magnifici della Ferrara estense, ubicato com'é proprio nel famoso quadrivio rossettiano, il luogo più importante dell'Addizione Erculea. L'immobile passò in eredità alla famiglia Giraldi nella metà del XVII secolo, dal 1690 appartenne ai Sacrati, quindi dalla prima metà dell'Ottocento ai Prosperi; questi ultimi rimasero proprietari sino al 1934, quando il palazzo venne acquistato dal Demanio dello Stato.
I primi mutamenti del complesso architettonico si registrano verso la metà del XVIII secolo con la costruzione della scala ellissoidale che conduce al piano nobile. Nel corso del XIX secolo si eseguirono rilevanti trasformazioni interne ed esterne, come la costruzione dei mezzani e l'apertura di nuove finestre, la posa in opera del balconcino angolare ed il restauro del portale rinascimentale, effettuato a più riprese. Quest'ultimo elemento definito universalmente di rara bellezza, attribuito complessivamente a Biagio Rossetti, ha reso famoso il palazzo non solo per la posizione urbanistica in cui é inserito, che qualifica in senso dinamico il "quadrivio rossettiano", ma anche per la raffinata composizione architettonica, nonché per le sculture e le decorazioni di pregio, talvolta attribuite ad Antonio Lombardi. Il portale fu oggetto di aspre controversie tra lo Stato e la famiglia Prosperi nella seconda metà dell''800, che tentarono di esportare all'estero o di vendere parti intere della struttura architettonica. Nonostante l'immediato divieto di esportazione e di rimozione del portale decretato dallo stesso Ministero della Pubblica Istruzione, apprendiamo da una lettera del 1894 che Fausto Prosperi distaccò e vendette due medaglioni di bronzo che facevano parte della decorazione della porta, mentre due leoni romanici di marmo che un tempo fiancheggiavano il portale furono sistemati all'interno dal proprietario forse con lo stesso intento; questi ultimi fortunatamente si trovano ora presso Casa Romei.
Nel 1936 lo Stato acquisì l'intero complesso, lo restaurò e lo destinò, insieme al palazzo Turchi-Di Bagno, a servizi militari.
Nel 1944 il palazzo venne colpito dai bombardamenti, che tra l'altro provocarono alcuni danni anche al portale, di nuovo restaurato nel 1946 e poi ancora tra il 1984 ed il 1985. In seguito questo edificio fu oggetto di permuta tra il Demanio ed il Comune di Ferrara che, dopo aver trovato altra sistemazione alle famiglie dei militari che abitavano le nobili stanze, ha acquisito l'immobile.
 
Ultima modifica: 23-12-2016
REDAZIONE: Beni Monumentali - Centro Storico
EMAIL: n.frasson@comune.fe.it