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Palazzo Paradiso


Localizzazione

Via Scienze 17


Funzione

Biblioteca Ariostea
 

Cenni storici

(a cura di Francesco Scafuri)

 
Palazzo Paradiso fu costruito attorno al 1391 per volere di Alberto V d’Este.
L'impianto originario del palazzo è costituito da quattro corpi di fabbrica intorno ad una corte rettangolare su cui si affacciavano tre logge, oggi ne rimane una sola. Nel 1437-1438, ospitò i partecipanti alla prima sessione del Concilio Ecumenico, che ebbe luogo a Ferrara; l'imperatore di Costantinopoli, Giovanni Paleologo e il Papa Eugenio IV soggiornarono qui. Il pittore ferrarese Antonio Alberti eseguì per l'occasione un grande affresco, oggi perduto, che aveva come tema il Paradiso, in armonia col nome del palazzo.
Nel 1567 il Cardinale Ippolito II d’Este affittò il complesso architettonico al Maestrato dei Savi come alloggio unico delle facoltà universitarie, dislocate fino ad allora in vari luoghi. L’edificio fu acquisito definitivamente nel 1586 dall’amministrazione pubblica che, per adattarlo alle nuove funzioni, fece eseguire consistenti trasformazioni, attuate dagli architetti Alessandro Balbi e Giovan Battista Aleotti tra la fine del XVI e gli inizi del XVII secolo, epoca in cui l’ingresso principale del palazzo venne portato su via delle Scienze, mentre in precedenza si trovava in via Giuoco del Pallone. La facciata assunse quindi l’aspetto attuale, con la caratteristica torretta ed il monumentale portale in pietra bianca.
Ulteriori modifiche si apportarono nel XVIII secolo, quando furono realizzati il Teatro Anatomico e lo Scalone, elegante struttura marmorea progettata dall’architetto Antonio Foschini che consente l’accesso ai suggestivi locali della biblioteca civica (oggi “Biblioteca Comunale Ariostea”), istituzione stabilmente presente nel palazzo fin dal 1753. Tra gli ambienti risalenti a quel periodo, ricordiamo anche la Sala Ariosto.
All’interno dell’edificio, di particolare interesse la sala della Biblioteca Ariostea dove si conserva il seicentesco monumento funebre a Ludovico Ariosto, progettato dal famoso architetto Giovan Battista Aleotti, che un tempo si trovava presso la chiesa di San Benedetto, poi dal 1801 trasferito definitivamente in questo palazzo.
Il complesso fu soggetto a vari interventi di restauro e ristrutturazione, eseguiti in questo palazzo nel XIX e soprattutto nel XX secolo, anche a seguito dello spostamento nel 1963 della sede dell'Università presso un altro prestigioso edificio (la palazzina di Renata di Francia). I restauri degli ultimi decenni eseguiti a cura dell’Amministrazione Comunale di Ferrara, proprietaria del palazzo, oltre ad aver conseguito la riqualificazione architettonica dell’immobile, hanno permesso di accogliere in locali idonei un imponente patrimonio, costituito da preziosi manoscritti, incunaboli, codici miniati, cimeli dell'Ariosto e di altri famosi scrittori. L’opera di recupero degli ultimi decenni ha riportato al primitivo splendore decorazioni del XVII, XVIII e XIX secolo, inoltre ha consentito la riscoperta di interessanti brani di affreschi più antichi e la valorizzazione di stanze e monumenti di particolare pregio.
 
Monumento funebre a Ludovico Ariosto (1610-12)
Autore: Giovan Battista Aleotti (Argenta 1546 – Ferrara 1637)
Quando Ludovico Ariosto morì, il 6 luglio del 1533, la sua salma, dopo varie vicissitudini, fu sepolta in un punto non precisato del monastero di San Benedetto di Ferrara, poi nel 1572 venne costruito un mausoleo nell’adiacente chiesa di San Benedetto, dove rimase finché nello stesso edificio di culto non fu eretto tra il 1610 e il 1612, su disegno dell’architetto Giovan Battista Aleotti,  il monumento funebre che ora si trova nel palazzo Paradiso. Fu qui trasportato, insieme all’urna contenente le ceneri del poeta, soltanto nel 1801, sotto la direzione delle maestranze municipali, e per disposizione del Generale francese Miollis.
L’esecuzione in pregevoli marmi di Verona della monumentale tomba dell’Ariosto, è di Alessandro Nani di Mantova (uno scultore vissuto tra Cinquecento e Seicento, mentre la parete sullo sfondo è riccamente affrescata, tra l’altro, con un tripudio di figure allegoriche, angeli, e l'effige del poeta. Tali decorazioni pittoriche, altamente scenografiche, furono affidate a Giuseppe Santi, pittore nato a Bologna nel 1759 ca, che si stabilì a Ferrara nel 1797 dove, divenuto fervente sostenitore delle idee rivoluzionarie, ottenne dai francesi numerose commissioni, fino a divenire professore di pittura nell’Accademia di Belle Arti della nostra città, intorno al 1800.
 
Sala Anatomica. Al piano terra si può ammirare il Teatro anatomico ricostruito intorno al 1731 ad opera dell’architetto Francesco Mazzarelli per sostituire un precedente teatro esistente a Palazzo Paradiso già alla fine del XVI secolo, ma inadeguato per una pubblica Università che andava assumendo un ruolo sempre più rilevante nella vita culturale della città.
 
 
Ultima modifica: 23-12-2016
REDAZIONE: Beni Monumentali - Centro Storico
EMAIL: n.frasson@comune.fe.it