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Palazzo Bonacossi

Localizzazione

Via Cisterna del Follo 3-5


Cenni storici

(a cura di Francesco Scafuri)

Il palazzo fu costruito per il fiorentino Diotisalvi Neroni nel 1469 ed é caratterizzato in facciata da una torre merlata centrale e da due ali sopraelevate ai lati di epoca successiva; anche le 12 finestre rettangolari di notevoli dimensioni sono assegnabili ad un periodo posteriore, mentre é originario il bel portale in cotto.
Il palazzo fu ampliato nella parte retrostante con la creazione del cortile interno a partire dal 1533, quando divenne proprietario Gurone d’Este. Altri interventi, come la costruzione dei loggiati del cortile e della Loggia del Cenacolo, furono realizzati da Francesco d’Este, che nel 1572 aveva acquistato l’edificio per unirlo al complesso della Palazzina di Marfisa d’Este, fatta edificare pochi anni prima.
Nel 1643 il nostro palazzo venne acquistato dai conti Bonacossi, i quali lo tennero fino al 1911, anno in cui lo vendettero al Comune di Ferrara per destinarlo a sede del Comando Lancieri d’Aosta. Proprio alla famiglia Bonacossi si devono le modiche della facciata, con l’apertura delle finestre e l’inserimento dei balconi, nonché le raffinate decorazioni barocche e neoclassiche che nobilitano gli ambienti interni.
A seguito dei bombardamenti della seconda guerra mondiale, il palazzo fu adibito ad alloggi delle famiglie senza tetto, quindi gravemente danneggiato e in parte trasformato all’interno. Dopo essere stato chiuso diversi anni, solo con i finanziamenti del Progetto Mura (FIO 1986-97) si riusciva a restaurarlo, destinandolo ad ampliamento espositivo dei Musei Civici d’Arte Antica e ad altri servizi aperti al pubblico (museo, biblioteca, fototeca, ecc.).
Oggi il nobile palazzo è sede della Direzione dei Musei Civici di Arte Antica, della Biblioteca (servizio sospeso) d’arte e della Fototeca. Le sale ospitano inoltre il Museo Riminaldi, la raccolta di sculture in marmo, piccoli bronzi, raffinati arredi, mosaici e dipinti dei secoli XVII e XVIII collezionati dal cardinale Gian Maria Riminaldi (1718-1789).


 
Ultima modifica: 23-12-2016
REDAZIONE: Beni Monumentali - Centro Storico
EMAIL: n.frasson@comune.fe.it