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Ex convento di San Domenico

Localizzazione

Via Beretta 7-19 


Funzione

Uffici Comunali
 

Cenni storici

(a cura di Francesco Scafuri)

La Biblioteca Calcagnini è documentata fin dal XV secolo presso l’antico convento di San Domenico. Tale complesso religioso, fondato nel XIII secolo dai padri domenicani ed ampliato nei secoli successivi, era ubicato in gran parte di fianco alla chiesa omonima (risalente al 1274 ma in gran parte ricostruita nel ‘700). Trasformato in caserma dal 1798, agli inizi del XIX secolo il convento era ancora costituito da due chiostri: del primo, quello più vicino alla chiesa, rimangono solo flebili tracce a causa delle trasformazioni subite nel tempo; del secondo, a seguito delle demolizioni eseguite nella seconda metà dell’Ottocento, si possono osservare soltanto il braccio ovest (dove hanno sede i Servizi Demografici del Comune), nonché il “braccio sud” (ora in gran parte occupato dall'U.S.L. e dall’ex Biblioteca Calcagnini). Questi ultimi corpi di fabbrica prospettano su via Fausto Beretta e sono caratterizzati da loggiati che, sia pure notevolmente modificati, ci riportano alla memoria gli antichi splendori di quello che fu uno dei complessi religiosi più importanti della città. La Biblioteca Calcagnini Come ricordato, il locale della biblioteca del convento di San Domenico fu destinato a tale scopo dai domenicani fin dal XV secolo ed era frequentato dai grandi studiosi ferraresi e dall'umanista Celio Calcagnini (1479-1541). Quest’ultimo nacque da famiglia borghese e fu lettore di eloquenza all'Università, canonico del Duomo, filosofo, poeta, agente diplomatico della corte estense, cultore dell’erudizione antiquaria e di curiosità egittologiche. Il Calcagnini fu amico di Ludovico Ariosto, il quale lo cita più volte nel suo “Orlando furioso”. Il celebre umanista lasciò in eredità alla Biblioteca i suoi libri, a condizione che fossero messi a disposizione del pubblico; per sua disposizione testamentaria volle inoltre essere sepolto in un sarcofago in marmo, che fu collocato proprio sulla porta d'ingresso dell'antica biblioteca, ma nel 1882, periodo in cui l’ex convento era destinato a caserma dell’esercito italiano, l’arca sepolcrale, nascosta da superfetazioni edilizie, venne ritrovata durante alcuni lavori e subito trasferita in Certosa. Anticamente la Biblioteca conteneva una ricca raccolta di volumi necessari per ogni “arte” o “professione”, che costituivano un patrimonio culturale incrementato nel XVII e nel XVIII secolo grazie a donazioni ed elargizioni in denaro. I libri nonché gli arredi che arricchivano le collezioni furono poi smembrati e in gran parte dispersi durante l'occupazione francese, quando il convento venne soppresso e destinato a caserma. Nella seconda metà del XIX secolo il “braccio sud” del secondo chiostro venne prolungato verso via degli Spadari, mantenendo parte dell'antico loggiato; nel corpo aggiunto fu ricostruita al piano terra la Biblioteca Calcagnini (che in precedenza era al primo piano), utilizzando le colonne di marmo dell'antico locale, con la probabile sostituzione delle loro basi antiche con zoccoli in granito (come tuttora si vede) e l’aggiunta di due colonne. L’ambiente venne subito destinato a dormitorio della caserma Nel 1927 sopra l'area scoperta formatasi dopo le demolizioni ottocentesche fu costruito il palazzo delle Poste e Telegrafi, progettato dall'architetto Angiolo Mazzoni. È importante ricordare che, durante i lavori di recupero dell’ex Biblioteca eseguiti dal Comune nel 1962 (con la direzione dell’ing. Carlo Savonuzzi), fu collocata sulla porta in fondo al colonnato l’urna sepolcrale di Celio Calcagnini, restaurata per l’occasione, che si trovava in Certosa; tuttavia, le spoglie del famoso letterato rimasero nel cimitero cittadino. Il sarcofago riporta un’interessante iscrizione latina datata 1540, che ricorda Calcagnini e di come egli avesse disposto, ancora in vita, di essere sepolto nella biblioteca. Dopo essere stata adibita agli usi più disparati, negli ultimi decenni il prestigioso ambiente ha ospitato una palestra, destinazione d’uso che ha mantenuto fino al 2005. L’ex Biblioteca Calcagnini si sviluppa in tre navate, determinate da due file di colonne in marmo rosso di Verona, con capitelli di “pietra d’Istria” in stile composito. Dal 2008 al 2009, accogliendo anche l’appello di alcune associazioni culturali ed in particolare della Ferrariae Decus, il Comune di Ferrara ha restaurato il prestigioso locale, destinandolo ad uffici pubblici (Sportello Centrale Anagrafe e URP Informacittà), inaugurati il 21 marzo 2009.
 
Ultima modifica: 23-12-2016
REDAZIONE: Beni Monumentali - Centro Storico
EMAIL: n.frasson@comune.fe.it