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Ex chiesa di San Nicolò

Localizzazione

Via Colomba 4-6


Cenni storici

(a cura di Francesco Scafuri)

Le origini della chiesa di San Nicolò
L’antico edificio di culto, che si estende però in gran parte sulla piazzetta San Nicolò, fu fondato nei primi anni del XII secolo, anzi la tradizione ci propone una data precisa: il 1103. È noto che fu priorato dei monaci benedettini e dallo storico Guarini apprendiamo che il 29 giugno 1380 crollò il campanile con le tre antiche campane. Quando i monaci benedettini abbandonarono la chiesa, San Nicolò fu affidata a diversi commendatari, l’ultimo dei quali fu il priore Marco Pasqualetti, che attorno al 1475 riedificò dalle fondamenta l’edificio di culto insieme alla torre campanaria. In seguito, poi, ad una certa politica di Ercole I d’Este, che promuoveva l’accoglimento in Ferrara di nuovi Ordini religiosi, Pasqualetti cedette lo stesso anno il priorato di San Nicolò ai frati agostiniani di San Girolamo da Fiesole.
L’abside rossettiana (fine XV secolo)
I frati decisero subito di ampliare la chiesa iniziando dalla parte absidale, che però fu completata soltanto nel 1499. Tale struttura architettonica è attribuita a Biagio Rossetti, il quale concepì un’opera così grandiosa (preludio all’abside della Cattedrale) al punto che Bruno Zevi afferma: “l’abside di San Nicolò sembra avventarsi sull’organismo della chiesa”.
Dal ‘600 alle soppressioni napoleoniche
Clemente IX nel 1668 sciolse la sopraccitata comunità religiosa, al fine di introitarne le rendite per finanziare i soccorsi in Oriente contro i Turchi, così l’edificio di culto e l’annesso convento vennero affidati tra il 1688 ed il 1689 ai padri somaschi, il cui Ordine si proponeva l’educazione dei giovani e degli orfani. Alla fine del ‘700, a seguito dell’occupazione francese, furono cacciati i somaschi; la chiesa (soppressa nel 1806) e il vasto convento (oggi in gran parte trasformato), vennero depredati:i quadri degli altari e molti degli ottantaquattro comparti del soffitto della chiesa, decorati tra il 1610 ed il 1613 da Camillo Ricci (allievo dello Scarsellino), furono posti in vendita nella pubblica piazza, perciò risultano dispersi. A seguito di quegli eventi, l’intero complesso divenne il quartiere dei soldati napoleonici.
L’ex chiesa nell’Ottocento: da prigione a “deposito di cavalli stalloni”
Nel corso dell’Ottocento l’ex edificio di culto fu destinato a “prigione de’ insorgenti o briganti” (1809), a serraglio di belve feroci (1820), a caserma e stalla per gli Austriaci (1825), a stalla e scuderia dei soldati pontifici di cavalleria (1832). Più in generale, nella prima metà del XIX secolo per lunghi periodi chiesa e convento furono destinati a caserma: ecco perché, ancora di recente, alcune guide illustrate definiscono questa zona come “quartiere dei soldati”.
Dal 1863 tutto il complesso divenne perfino “deposito di cavalli stalloni”, con la costruzione di sempre nuovi fabbricati contenenti i box per gli animali, che occupavano pure parte della piazzetta. Anche a causa di queste ultime vicende, l’interno della chiesa di San Nicolò perse i caratteri di edificio sacro.
Gli sviluppi successivi
Lo stato di estremo squallore in cui versava l’area mutò, sia pure in parte, negli anni Trenta del Novecento, con il definitivo trasferimento dei cavalli e del relativo “apparato” presso l’attuale Ippodromo Comunale. Nel 1939 l’ex edificio sacro venne adibito a magazzino comunale, ma gli usi incongrui continuarono anche nei decenni successivi. Dopo alcune opere di restauro eseguite dal Comune fin dal dopoguerra e nel 1971, l’indagine archeologica condotta dal 1984 al 1986 a cura dei Civici Musei d’Arte Antica ci ha fornito preziosi elementi di conoscenza in relazione all’antico assetto dell’edificio e all’area circostante. Dagli studi relativi agli scavi, pubblicati tra l’altro nel volume “Ferrara nel Medioevo” curato da Anna Maria Visser Travagli, è emerso innanzitutto che la chiesa attuale insiste sulle fondazioni di quella del XII secolo, inoltre è stato individuato l’antico campanile (situato lungo il suo fianco meridionale) che, come abbiamo visto, rovinò nel 1380, ma fu in seguito ricostruito e infine demolito nel XIX secolo. Le stratigrafie hanno rivelato pure che attorno alla chiesa, sulla piazzetta San Nicolò, si assiepavano sepolture di diverse epoche. Il cimitero fu poi occultato dalla costruzione di un’imponente sagrestia del XVI secolo (demolita anch’essa nell’Ottocento), di cui sono stati rinvenuti i muri perimetrali che formavano una pianta rettangolare. Tali elementi hanno trovato ulteriori conferme in una serie di piante storiche e documenti d’archivio, che testimoniano la maggiore complessità planimetrica dell’antico edificio di culto rispetto allo stato attuale. L’ex chiesa, che ora è occupata da un circolo, da una palestra di danza e da una scuola d’arte, non solo conserva esternamente alcuni elementi di interesse architettonico, ma per la sua storia e per il contesto urbano medievale nel quale insiste, può essere inclusa senz’altro tra le costruzioni di pregio di Ferrara e perciò inserita negli itinerari turistici a disposizione del visitatore.


 
Ultima modifica: 23-12-2016
REDAZIONE: Beni Monumentali - Centro Storico
EMAIL: n.frasson@comune.fe.it