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Chiesa della Madonnina

Localizzazione

Via Formignana 31-33


Cenni storici

(a cura di Francesco Scafuri)

L’edificio di culto deve il suo nome ad un’antica immagine della Madonna dipinta sulla torre di una delle porte della città di Ferrara, la Porta di Sotto o Porta del Borgo di Sotto (o inferiore). La porta, documentata nel 1240, si trovava proprio in fondo all’attuale via Carlo Mayr, praticamente di fianco alla chiesa della Madonnina.
Per capire i motivi che spinsero alla costruzione della chiesa bisogna ritornare al 1510, quando iniziarono gli imponenti lavori di demolizione di alcune case e delle vecchie mura medievali nella zona che oggi conosciamo come il parco del Montagnone, al fine di costruire il baluardo della Montagna (o del Montagnone) e gli altri bastioni adiacenti, realizzati poi in gran parte tra il 1512 ed il 1521. La prima struttura ad essere abbattuta (il 4 novembre 1510) fu proprio l’antica Porta di Sotto. Per questioni di tempo, anche perché si riteneva più che probabile un attacco congiunto alla città da parte del papa e dei veneziani, il duca cominciò a fortificare questa zona. Nella concitazione di quei momenti, l’abbattimento dell’antico sistema fortificato fu eseguito senza alcuna attenzione per le decorazioni e gli affreschi, che pure dovevano caratterizzare i luoghi più significativi a difesa della città. Infatti, anche un affresco risalente al XV secolo con l’immagine della Madonna, che si trovava sopra la Porta di Sotto cadde sotto i colpi degli artigiani incaricati delle demolizioni. Tuttavia, quella parte di muro dove si trovava il dipinto cadde al suolo ma non si sbriciolò né si infangò e la testa di Maria Vergine rimase pressoché intatta, fatto che tutti e lo stesso Alfonso I ritennero miracoloso, così l’opera venne completata da un anonimo pittore, il quale fece “tutta la figura intiera col suo Figlio in piedi”, quindi fu murata in uno sperone del baluardo vicino per ordine di Alfonso I.
Ecco che negli anni successivi la devozione popolare crebbe sempre più, così il 24 luglio 1526 poco distante fu costruita la chiesa della Madonna della Porta di Sotto detta appunto “La Madonnina”. L’affresco quattrocentesco, ritoccato più volte nel tempo, attualmente è conservato nel presbiterio della chiesa dietro l’altar maggiore.
La chiesa, che viene definita dal Guarini “mediocre, ma bella, e vaga”, venne ultimata nel 1536 e fu consacrata dal vescovo Gillino Gillini di Comacchio.
Sappiamo, tra l’altro, che dal 1615 il tempio fu affidato ai chierici dell’ordine di San Camillo de Lellis, detti Ministri degli Infermi. La chiesa (insieme al convento) fu espropriata dal Demanio nel 1810 e, quando nel 1813 la municipalità la acquistò per destinarla nuovamente al culto, la trovò completamente spogliata degli arredi interni. Affidata nuovamente ai Camilliani, essi la custodirono fino al 1920, mentre successivamente fu affidata ai padri Missionari del Preziosissimo Sangue. Dal 1957 è chiesa parrocchiale.
L’edificio di culto, con pianta a croce greca a tre navate, risulta di dimensioni ridotte rispetto ad altre chiese di origine cinquecentesca (circa m. 26 di lunghezza x m. 15 di larghezza, altezza al colmo m. 13), ma risulta ben proporzionato e si inserisce bene nel tessuto urbano della zona.
La pregevole facciata venne trasformata dopo il terremoto del 1570 dall’architetto Alberto Schiatti. Tale prospetto è caratterizzato da un paramento in cotto a vista, tripartito da quattro paraste che nell’ordine inferiore seguono quello dorico, di cui le due laterali sono coronate sugli acroteri da piramidi con base quadrata. Le due paraste mediane, invece, proseguono con ordine ionico nella parte superiore e sorreggono il timpano, interrotto da un’apertura circolare ornata di cotti; la cuspide e i vertici di quest’ultimo reggono tre piramidi più piccole e slanciate delle precedenti. Al centro dell’ordine superiore spicca un grande rosone tamponato, sotto il quale si apre una piccola finestra di forma ellissoidale. Dagli angoli di base del timpano scendono fino alle piramidi dell’ordine inferiore due contrafforti ornamentali. Nella parte bassa della facciata si aprono due finestre di forma allungata e soprattutto il bel portale marmoreo a frontoni spezzati, a sinistra del quale è apposta una lapide marmorea, realizzata nel 1615 in occasione dell’affidamento della chiesa ai già citati Chierici Regolari.
Sia pure oggetto di incisivi interventi a seguito dei bombardamenti dell’ultimo conflitto, riveste un certo interesse la parte della chiesa verso via Alfonso I d’Este, che si articola in tre absidi, di cui le due laterali sono di dimensioni minori, con finestre  caratterizzate da archi a tutto sesto.


 
Ultima modifica: 23-12-2016
REDAZIONE: Beni Monumentali - Centro Storico
EMAIL: n.frasson@comune.fe.it