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Cappella Revedin

Localizzazione

Via Bologna


Cenni storici

(a cura di Francesco Scafuri)

Nel 1808 i conti Revedin acquistarono il vasto latifondo della Sammartina, che si estendeva a sud della città ai lati della via per Bologna. Edificarono subito la loro villa, ristrutturando probabilmente un edificio a due torri costruito dal duca di Modena nel 1738. I conti vollero costruire tra il 1808 e il 1811, a poca distanza dalla villa, una cappella privata, cioè l’Oratorio Revedin, un piccolo edificio sacro dedicato al S.S. Redentore, definito uno degli esempi più interessanti di architettura neoclassica di Ferrara, ma abbandonato da tempo. I ricchi latifondisti acquisirono un prestigio crescente, tanto che (secondo Luigi Sandri) nel 1827 il conte Antonio Revedin venne nominato da Papa Leone XII “Marchese di San Martino”, per meriti nella conduzione agraria del suo fondo.
I marchesi rimasero proprietari della villa e di gran parte del latifondo fino al 1927, quando tali proprietà furono alienate al fattore Vittorio Parmeggiani, tuttavia, i Revedin mantennero il diritto di conservare nell’oratorio le sepolture di alcuni esponenti della famiglia e di farvi celebrare la messa domenicale per diversi anni ancora.
Il Parmeggiani lo stesso anno vendette la villa al Comune, che la trasformò nel 1928 nell’attuale scuola elementare Ercole Mosti. Nel corso del Novecento, poi, i possedimenti della Sammartina furono ceduti a diversi intestatari.
I resti mortali dei Revedin cui abbiamo accennato, conservati nella cappella all’interno di una tomba, sono stati trasferiti diversi anni fa per volontà degli eredi in un cimitero di un’altra regione.
 
Ultima modifica: 23-12-2016
REDAZIONE: Beni Monumentali - Centro Storico
EMAIL: n.frasson@comune.fe.it