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Ex Teatro Verdi

Altri cantieri - In corso



INFORMAZIONI STORICHE


A sud dell’attuale piazza Verdi nel 1857 fu edificato su progetto dell’ingegner Antonio Tosi Foschini un teatro popolare, l’Arena Tosi-Borghi, costituito da un “anfiteatro” scoperto con una platea e una loggia; subito adibito a rappresentazioni e spettacoli di vario genere, fu poi coperto con un grande telone per proteggere gli spettatori dalla pioggia e dal sole, che solo dopo qualche tempo venne sostituito con una vera e propria copertura di legno, realizzata contemporaneamente ai lavori di costruzione di una seconda galleria. Sappiamo inoltre che durante il rigido inverno del 1870-71 un’abbondante nevicata provocò un crollo piuttosto importante del soffitto ligneo, tanto che venne integralmente sostituito con un grande coperto a vetri con l’armatura di ferro. Tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento questo teatro, che complessivamente poteva contenere 1700 spettatori (tra posti in piedi e a sedere), era costituito dal palcoscenico, da un partèrre diviso in due parti, l’una occupata da undici file di scanni e l’altra dalla platea, inoltre vi erano tre gallerie, anche se una era quasi a livello degli scanni. 
Nel 1913 il teatro fu completamente rifatto, ad esclusione di un muro periferico esterno e di una parte del palcoscenico, che tuttavia venne notevolmente ampliato nell’occasione in altezza, larghezza e profondità; i progettisti furono gli ingegneri Fausto Finzi e Antonio Mazza, che mantennero nel nuovo disegno la struttura circolare “tipo arena” (circondata però da due ordini di gallerie) e aumentarono la capienza da 1700 a 2000 spettatori. L’edificio, che fu inaugurato con l’Aida di Giuseppe Verdi, prese il nome proprio del grande musicista italiano. Il prospetto principale del teatro Verdi, come già la vecchia “Arena Tosi-Borghi”, si affacciò sulla strada di “Castel Nuovo” ed in parte anche sulla piazza, ma fu parzialmente modificato rispetto al precedente, mentre quasi trent’anni dopo venne rinnovata anche l’entrata principale, caratterizzata dal paramento in marmo bianco attuale.
Il teatro Verdi visse fino alla seconda guerra mondiale un periodo di vivacità teatrale, che proseguì per qualche tempo anche nel dopoguerra, con la partecipazione in alcune occasioni di celebri compagnie d’avanspettacolo e famosi attori.
Negli ultimi decenni di attività il teatro, che poco prima della sua chiusura aveva una capienza di 1400 posti, subirà un progressivo declino perché si poteva assistere ad avanspettacoli artisticamente poco attraenti, sempre uniti a una proiezione cinematografica, fino alla chiusura del Verdi avvenuta definitivamente nel 1985.
Cominciò un progressivo deterioramento dell’immobile, ma il degrado interessò anche la zona circostante, perciò il Teatro Verdi, da sempre di proprietà privata, è stato acquisito dal Comune di Ferrara nel gennaio del 1999, proprio per avviare l’opera di risanamento architettonico e ambientale del complesso e del contesto urbano in cui é inserito.

 

OBIETTIVI

 
L’ex Teatro Verdi è per Ferrara qualcosa di più di un edificio da rigenerare: è un volume destinato a riconferire significato a un importante brano di centro storico, al rapporto con le Mura Estensi, alla realizzazione di una nuova polarità per la città e per l’intero territorio Unesco. L'idea di riqualificazione dell'ex Teatro Verdi, mirata alla realizzazione di un Laboratorio Aperto, necessita di un progetto integrato che nasce dalla sommatoria di un disegno architettonico e di un piano di gestione dello spazio che ha come obiettivo lo sviluppo della mobilità sostenibile e della cultura della bicicletta.
Per posizione, caratteristiche degli spazi e identità storica, l’ex Teatro Verdi costituisce una potenziale centralità per il futuro della città, elemento di raccordo tra il circuito murario e l’ambito pedonale del centro. La declinazione di un "Laboratorio Aperto" è finalizzato alla diffusione e alla promozione della conoscenza del patrimonio culturale attraverso le tematiche della bicicletta e, più in generale, della mobilità sostenibile, tanto da configurarsi come ulteriore articolazione di spazi pubblici e semipubblici, non solo raggiungibili ma anche in parte attraversabili in bicicletta da cittadini e turisti, come qualsiasi altra piazza del centro.
Al Piano Terra trovano spazio un bike cafè per consumare un piccolo pasto, e per noleggiare, riparare e ritirare biciclette, un Visitor Center UNESCO o info-point per esposizioni fisse e temporanee, il Foyer della Città: un'area dedicata all'accoglienza, il Centro per la Mobilità Sostenibile inteso come luogo d'incontro dove sviluppare ricerche, lavorare, studiare, creare e progettare. Al Piano Primo l'area è dedicata ai Lab Spaces in tutte le loro declinazioni e al "museo della bicicletta". Si può parlare dunque di un intervento “integrato”, sia per la valorizzazione del bene culturale medesimo, sia per la realizzazione del “Laboratorio Aperto”, con l’obiettivo di costruire le condizioni per una fruibilità complessiva nell’arco dell’intera giornata e durante tutto l’anno da parte di associazioni, cittadini e turisti.

 
DETTAGLI

 
Per posizione, dimensioni, caratteristiche degli spazi e identità storica, l’ex Teatro Verdi costituisce una potenziale centralità per il futuro della città, elemento di raccordo tra il circuito murario e l’ambito pedonale del centro. La declinazione di un "Laboratorio Aperto" finalizzato alla diffusione e alla promozione della conoscenza del patrimonio culturale attraverso le tematiche della bicicletta e, più in generale, della mobilità sostenibile, pone le premesse per un dispositivo urbano di respiro territoriale, aperto alla città tanto da configurarsi come ulteriore articolazione di spazi pubblici e semipubblici, non solo raggiungibili ma anche in parte attraversabili in bicicletta da cittadini e turisti, come qualsiasi altra piazza del centro.
Il maggior grado di versatilità e di polivalenza degli ambienti del futuro manufatto, viene raggiunto concependo un organismo complesso ad alta permeabilità di circolazione interna, in diretta continuità con gli spazi pubblici esterni (primo tra tutti l’ambito di Piazza Verdi) e garantendo il maggior grado di accessibilità ai fruitori in relazione ai vincoli imposti dalla situazione esistente.
Proprio perché questo progetto, indipendentemente dalla chiara impronta architettonica, si profila prima di tutto come un processo integrato, con una chiara visione della strategia gestionale per fasi di intervento e diversificazione delle attività, l’esito operativo (ancor prima di quello architettonico) sarà quello di costruire le condizioni per una nuova polarità urbana con le seguenti caratteristiche:
  • gli spazi a terra garantiscono la massima permeabilità alla mobilità lenta (pedonale e ciclabile) e si conformano come piazze coperte aggiunte alla città (torre scenica e ex platea) o come propaggini funzionali della piazza esistente 
  • l’intero manufatto (edificio-quartiere) diventa un dispositivo urbano in grado di agire come attrattore di flussi di mobilità lenta nel breve periodo, con il sistema di funzioni previste, e nel medio-lungo periodo, con la strategia di sviluppo per fasi che prevede la colonizzazione completa dell’ala su via Camaleonte    
  • la forte componente pubblica dell’intervento, nel porre le basi per una rigenerazione completa della piazza e per una riattivazione del rapporto con le Mura, si manifesta al contempo come un tassello di un sistema più articolato che comprende la valorizzazione complessiva dei volumi addormentati più nevralgici all’interno del contesto urbano
E’ opportuno osservare che, nell’ottica di dismettere gli stalli per auto di Piazza Verdi e per completare la restituzione di questo luogo alla città pubblica, bisognerebbe rendere pedonale (con accesso ristretto agli autoveicoli) anche via Castelnuovo, in modo tale da dare una continuità formale al progetto di spazio pubblico che dal piano orizzontale (piazza Verdi) entra e diviene verticale (in ex teatro verdi). Una sorta di continuo movimento urbano tra dentro e fuori che annulla completamente l'effetto di distacco tra edificio e città rendendo l'effetto edificio + piazza come un unico spazio pubblico in moto perpetuo.
Accessibilità e mobilità interna al nuovo manufatto in tutti i suoi ambienti e spazi sono garantite da un sistema di scale, rampe e ascensori che permettono a qualsiasi individuo di muoversi liberamente all'interno dello spazio orizzontale e verticale, compreso raggiungere le vie di fuga in caso di emergenza.
 

Si specifica che gli elaborati scaricabili in formato pdf sono relativi ad alcuni degli interventi che verranno realizzati sugli edifi.

Stato di Fatto:

01-stato_di_fatto-pianta_piano_terra.pdf
02-stato_di_fatto-pianta_coperture.pdf
03-stato_di_fatto-prospetto_sezionelong.pdf
04-stato_di_fatto-prospetto_sezionetrasv.pdf

Progetto:

01-progetto_architettonico-pianta_piano_terra.pdf
02-progetto_architettonico-pianta_coperture.pdf
03-progetto_architettonico-prospetto_sezionelong.pdf
04-progetto_architettonico-prospetto_sezionetrasv.pdf
05-progetto_architettonico-abaco_dettagli.pdf

Relazione:

relazione_generale-teatro_verdi.pdf

Presentazione:

Presentazione Teatro Verdi.pdf
 
Ultima modifica: 23-12-2016
REDAZIONE: Beni Monumentali - Centro Storico
EMAIL: n.frasson@comune.fe.it