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Il Dvd Bullismo Plurale

loc bullismo pluraleCome nasce Bullismo Plurale

Bullismo Plurale è uno strumento didattico pensato nell'ambito di: «Un'indagine sulle dinamiche di prevaricazione tra pari a scuola in gruppi di pre-adolescenti e adolescenti...».
È stato ideato e realizzato da Promeco in collaborazione con il Centro Audiovisivi del Comune di Ferrara, Assessorato alle Politiche Culturali con il Dipartimento di Psicologia dell'Università di Bologna. Affronta alcuni aspetti del bullismo in adolescenza sviluppati con interviste a ragazzi e ragazze delle scuole secondarie di secondo grado della provincia di Ferrara.
Gli studenti si sono confrontati su alcune storie di prevaricazione, allo scopo di individuare possibili soluzioni e comprendere dinamiche e responsabilità.

Che cosa si trova in questa guida

Bullismo Plurale è una raccolta di video suddivisa per sezioni in cui vengono sviluppati casi di prevaricazione adatti ad approfondire tematiche specifiche e ad essere discussi in percorsi sulle dinamiche di gruppo tra adolescenti. Possono essere utilizzati sia come spunto per introdurre un percorso di approfondimento sugli stessi temi, sia come strumento di intervento in classi in cui si evidenzino situazioni simili a quelle presentate nel video.

Per ogni sezione vengono proposti:
  • Gli obiettivi educativi
  • Gli scenari
  • Una sintesi dei contenuti emersi dai colloqui con i ragazzi
  • Alcune frasi significative riprese dal video, per ampliare la discussione
  • Attività di approfondimento, in forma di laboratorio, da proporre al gruppo per una migliore comprensione del tema.

Nell'utilizzo del video e nell'uso di frasi significative si suggerisce di adottare la metodologia del circle time in cui il conduttore ha un ruolo di facilitatore tra tutti i partecipanti. In questa fase tutte le idee possono essere espresse avendo uguale dignità, purché motivate dai proponenti. Questa modalità è particolarmente delicata in quanto omofobia, razzismo, molestie sessuali richiamano inevitabilmente posizioni etiche. Utilizzando questa metodologia è opportuno mettere in secondo piano il giudizio personale dell'adulto. L'insegnante svolge il ruolo di garante della comunicazione mantenendo la discussione ancorata al principio del rispetto per l'altro e di tutte le opinioni esposte in quell'ambito.
Le attività di approfondimento sono input di lavoro da ampliare ed arricchire nell'esperienza concreta a seconda delle caratteristiche del gruppo e del conduttore. Il compito sarà reso più facile dal forte legame esistente tra le tematiche presentate, l'esperienza diretta dei ragazzi e le materie di studio.
Gli scenari sono stati utilizzati come pretesto per avviare la discussione riportata nei video. Possono altresì essere utilizzati come materiale stimolo per innescare il dibattito nel gruppo-classe.

BULLISMO TRADIZIONALE ED ELETTRONICO

Questa sezione analizza le dinamiche di gruppo nelle situazioni di bullismo elettronico.
In considerazione della specificità dei temi trattati consigliamo di suddividere la proiezione in tre parti tenendo conto dell'ambito in cui si opera.
  • che cos'è il bullismo tradizionale ed elettronico;
  • il ruolo di chi fa o subisce prepotenze e le responsabilità legali che possono entrare in gioco dopo i 14 anni - soglia dell'imputabilità - quando la prevaricazione configura un reato;
  • l'intervento dei compagni e degli insegnanti.

Obiettivi

  • Definire il fenomeno del bullismo e le dinamiche che lo accompagnano all'interno di un gruppo
  • Confrontare il bullismo tradizionale con quello elettronico e riflettere sulle specificità introdotte da cellulare e Internet
  • Diffondere informazioni corrette sulle conseguenze penali connesse alle azioni di bullismo che costituiscono reato
  • Mettere in discussione il ruolo di leadership ricercato da chi compie prepotenze e interrogarsi sulle ragioni che lo spingono a «fare il bullo»
  • Stimolare empatia verso chi subisce e promuovere la capacità dei «terzi» di intervenire per denunciare o far cessare le prepotenze
  • Mettere a fuoco come i ragazzi guardano al ruolo degli insegnanti rispetto al bullismo e raccogliere suggerimenti per una reale presenza degli adulti nel contrasto alla violenza nella scuola.

SCENARIO

Igor è un ragazzo di 15 anni. Da qualche tempo subisce prepotenze da parte di Luca, incoraggiato dai compagni. I problemi di Igor crescono gradualmente, dalle prese in giro in corridoio al portargli via la merenda o rovinare le sue cose. Quando Igor, al termine di una lezione di educazione fisica, scopre che gli hanno messo il giubbino nel water, decide di parlare con l'insegnante. Lei però ha un'altra lezione e gli propone di incontrarsi alla fine della mattina, ma Igor non ha voglia di aspettare e decide di cavarsela da solo. Così affronta Luca direttamente e lo mette in imbarazzo davanti alla classe.
Luca e i suoi compagni decidono di vendicarsi e, quando Igor va in bagno, lo seguono e lo accerchiano. In un attimo Igor si trova con la testa nel water mentre i compagni ridono e fanno filmati con il cellulare. In bagno in quel momento c'è anche Paolo, un altro ragazzo della classe, che assiste alla scena ma non fa niente per aiutare il compagno.
La mattina seguente tutti hanno già ricevuto il filmino. Igor ha l'impressione che l'intera scuola si stia divertendo alle sue spalle.

CHE COSA SONO IL BULLISMO TRADIZIONALE E QUELLO ELETTRONICO

Il bullismo elettronico si configura come un'amplificazione peggiorativa rispetto a quello tradizionale. Una volta chiamati a riflettere su una situazione concreta, gli intervistati percepiscono chiaramente il disagio di chi subisce. Nonostante questo, i comportamenti «sbagliati» possono essere considerati divertenti o da emulare. I media non sono percepiti come cause del bullismo ma semplicemente come mezzi di comunicazione, utili anche per divertirsi o raffigurare la realtà.
È sentita la necessità di censura per i video che mostrano atti di violenza tra ragazzi; un po' come se gli interpellati chiedessero agli adulti di porre un limite alla loro libertà di azione. Un invito esplicito ai «grandi» affinché trovino una nuova modalità per essere al loro fianco.

Frasi significativebullismo e prevaricazione

  • È più grave (il bullismo tradizionale) di tutti i giorni: «rode» dentro. E' molto peggio (il cyberbulliyng) perché su Internet o sui cellulari si trasforma, in un avvenimento alla portata di tutti.
  • (La vittima) forse, essendo resa così ridicola, merita tutto questo.
  • (Se sei la vittima) avresti voglia di non venire a scuola per un mese o due sperando che la cosa venga dimenticata.
  • ... Lui è stato quello che ha messo la testa nel water a quel ragazzo... Ora parlano più di lui che della vittima: è diventato famoso...

I mezzi di comunicazione producono bullismo

  • Adesso se ne vedono di più (di prepotenze) perché ci sono questi mezzi; in realtà non sono aumentate, ci sono sempre state.
  • Un bullo con poche idee utilizza una «tortura» che vede al cine o alla TV e la mette in pratica.
  • Se un video lo possono vedere tutti, lo può vedere anche una persona che dice: magari posso denunciarlo.
  • Se non filmi con il cellulare, come riesci a far capire cosa succede?

IL RUOLO DI CHI FA O SUBISCE PREPOTENZE E LE RESPONSABILITA' LEGALI

Nell'opinione degli intervistati, rinunciare alla violenza per far valere le proprie ragioni è una prova di maturità ma non tutti la pensano allo stesso modo e occorre misurarsi anche con persone che intendono la sopraffazione come normale modalità di relazione. Un aiuto può venire dagli amici, ma bisogna essere disposti a chiederlo e a mostrare le proprie emozioni.
L'identikit di chi fa prepotenze è difficile da tratteggiare: poveraccio, pieno di problemi o semplicemente stupido.
Spesso è circondato da opportunisti che non lo criticano per paura, ma pronti a prendere le distanze dalle sue azioni quando queste possono avere un rilievo penale. La legge è percepita dia alcuni come una tutela; da altri come qualcosa di lontano: regole scritte solo sulla carta. Eppure a 14 anni si diventa responsabili delle proprie azioni. I ragazzi dimostrano di non saperlo e al contempo ignorano che negli atti di bullismo possono essere riconosciuti reati gravi.

Frasi significative
  • L'unico sistema è parlare, se lo capisce bene altrimenti... gli tiro dei cazzotti.
  • Se uno è maturo, preferisce risolvere a parole. È vero, però ci sono persone con cui non funziona. Sono quelli che utilizzano la violenza per comunicare. Sono loro che dovrebbero sentirsi inferiori agli altri...
  • Se non fai vedere quanto stai male, nessuno ha la possibilità di aiutarti. La mia forza è non far vedere le mie emozioni. Se non ci riesco sono senza difese.

Perché fare prepotenze

  • A volte fare bullismo è un modo di convincersi che sei un valido.
  • Sono tutte persone che hanno dei problemi, con la famiglia...
  • Se fai delle cose così è perché sei stupido.
  • Quel gesto l'ha fatto solo perché era in gruppo.
  • (Gli amici di un prepotente) non gli hanno mai detto prima che sbagliava, anzi l'hanno sempre appoggiato.
  • Pur sapendo che posso avere delle conseguenze lo faccio lo stesso; questo mi rende ancora più bello e più forte agli occhi degli altri. Agire da bulli è anche una sfida nei confronti di se stessi.

Cosa dice la legge

  • Io farei la denuncia, subito. Non riesco a difendermi, quindi mi affido a persone che hanno più potere. Ho più paura se mi viene a minacciare qualcuno, piuttosto che di un Carabiniere che viene a bussare a casa.
  • La responsabilità penale inizia con il quattordicesimo anno di età.
  • Diffondere questi filmati costituisce reato di diffamazione.


L'INTERVENTO DEI COMPAGNI E DEGLI INSEGNANTI

Stando agli intervistati, un compagno che difende la vittima dai soprusi ha un carattere forte, è interessato alle persone in difficoltà ed è capace di sentirne le emozioni.
La difesa del più debole può essere mossa dal senso di colpa, dall'amicizia, dall'appartenenza al gruppo, dal desiderio di giustizia. Un aiuto è atteso dagli amici più stretti, meno dagli altri che, però, di fronte ad un fatto grave dovrebbero almeno chiamare un adulto. Gli insegnanti non sono sempre ritenuti affidabili. L'esperienza li porta a pensare a una loro mancanza di attenzione rispetto ai problemi dei ragazzi; forse perché quando erano a loro volta adolescenti non sono stati ascoltati. Un docente merita fiducia se sa farsi rispettare, si interessa agli allievi.. costruisce un dialogo che va oltre la materia. Un insegnante con queste caratteristiche può intervenire sulla classe fino a risolvere un problema di bullismo.

Frasi significative
  • L'indifferenza fa schierare dalla parte del bullo.
  • Se (chi subiva) era suo amico lo doveva aiutare; se non lo conosceva doveva andare almeno a chiamare una bidella. Anche se ti sta sulle scatole, in quel momento cerchi di metterti nella sua situazione.
  • ...quella cosa che scatta dentro di te, che dice: chi osa fargli del male?
  • Se metà classe dice: «Questa situazione non va bene», si risolve tutto. Gli insegnanti possono dare una mano
  • Se (un prepotente) ci tiene alla scuola, con la sospensione si calma.
  • A volte (i professori) fanno finta di non vedere.
  • Il bullo sa qual è il professore che fa finta di non vedere e quando può approfittarsi della vittima.
  • Un professore non potrà mai vedere la cosa dallo stesso punto di vista del ragazzo. (Solo) se magari lo ascoltasse anche più di una volta...
  • (Grazie all'intervento dell'insegnante) abbiamo capito tutti che non era giusto emarginarla così.

Attività possibili

  • Laboratori con la classe sulle abilità sociali, es. autostima, assertività, comunicazione efficace, resistenza alle pressioni del gruppo, capacità di esprimere critiche senza offendere, gestione delle emozioni e dello stress, empatia, senso critico...
  • Incontri di educazione alla legalità per comprendere quando gli atti di bullismo sono anche reati e quali conseguenze sono previste per i minorenni che li commettono.
  • Un percorso di costruzione del gruppo classe basato sulla conoscenza reciproca e sull'educazione socioaffettiva.
  • Momenti di approfondimento e interiorizzazione del regolamento scolastico e del patto formativo, eventualmente costruendo un regolamento valido per la classe che sia condiviso da tutti e verificabile nel tempo.
  • Un dialogo di gruppo su quale sia il confine tra scherzo e prepotenza.
  • Un momento di indagine sulle dinamiche di gruppo attraverso giochi pedagogici e attività che facciano emergere il vissuto della classe da parte dei singoli, e ciò che potrebbe essere migliorato con l'impegno di tutti.
  • Racconti e romanzi che esplorano gli aspetti emotive legati al tema del bullismo: Camminare correre volare (sul bullismo al femminile); Tutto normale. Butti vittime e spettatori (storie di scuola), Mia sorella è una foca monaca (l'ingresso di un ragazzo nell'adolescenza); Ti prendo e ti porto via (da vittima a bullo... ai problemi con la giustizia)
  • Filmografia: L'Onda (2008): La classe (2008); Terkel in trouble (2004); The Simpson - Bart il grande (2000).

bullismo e razzismoChe cosa si trova in questa guida (13' 51")

Obiettivi
  • Portare alla luce il maggior rischio di vittimizzazione a carico degli studenti non italiani
  • Cogliere le ragioni del pregiudizio razzista e le sue connessioni con fenomeni sociali di ampia portata
  • Evidenziare le strategie difensive escogitate dai ragazzi stranieri per non diventare vittime di prevaricazioni.
  • Promuovere un atteggiamento di apertura e di attenzione verso le persone, qualunque sia la loro provenienza culturale.

Percentualmente gli studenti non italiani sono maggiormente vittime di casi di bullismo. Le diversità antropologiche, di razza e religione, i luoghi comuni negativi di origine familiare a cui si aggiunge una comunicazione mediatica spesso distorta creano le condizioni favorevoli allo sviluppo del fenomeno.
Se ragioni di affinità linguistiche, culturali, etniche danno vita a gruppi connotati, gli adolescenti stranieri vengono percepiti come una minaccia (più prepotenti). Per ignoranza o malafede viene ignorato che lo stesso fenomeno ha caratterizzato tutte le ondate migratorie dei paesi mediterranei e non (Italia, Grecia, Spagna... Polonia, Irlanda, Paesi Scandinavi) e, da sempre, in tutte le culture sono esistite persone tranquille e persone violente. Ed in ogni caso l'integrazione è un processo interattivo: dipende sia dalla comunità originaria che da quella considerata estranea o nuova.

Frasi significative

  • Metti che un tuo compaesano sta tutta la vita a fare il delinquente; anche se tu fai il bravo ragazzo... c'è sempre chi generalizza.
  • A volte gli stranieri stanno dalla parte di quelli che fanno i prepotenti.
  • Guardano in modo diverso me che vengo dall'Albania da quello che viene dall'Inghilterra.
  • (Non serve essere stranieri). Basta semplicemente avere la famiglia che viene dal sud.
  • I giornali riferiscono solo quello che fanno «certi» immigrati.
  • Se io sedicenne vado a pensare che l'albanese, il cinese è violento è perché mi è stato messo in testa da piccolo.
  • ... è come la persona si pone rispetto agli altri (a fare la differenza)
  • Dalla multietnicità si imparano tante cose.

Attività possibili
  • Come si esprime la disponibilità o la chiusura verso l'altro. Laboratorio sulla comunicazione non verbale.
  • Attività o momenti di confronto su aspetti specifici dell'esperienza individuale (le regole familiari, la scuola, il viaggio, la festa, divertirsi...), determinati anche ma non esclusivamente dall'appartenenza culturale.
  • Il ruolo della donna nelle diverse culture.
  • Analogie e differenze tra le religioni più diffuse in Italia.
  • Che cosa sono gli stereotipi e i pregiudizi, a che servono, come si costruiscono.
  • Bibliografia: D. Lessing, Le prigioni che abbiamo dentro, Minimum Fax 2007.
  • Filmografia: L'ospite inatteso (2007); Un bacio appassionato (2004); Sognando Beckham (2002); Il mio grosso grasso matrimonio greco (2002); East is east (1999); Un'anima divisa in due (1993).

BULLISMO E MOLESTIE SESSUALI
(12' 26")
bullismo sessualeObiettivi
*Far riflettere sul confine oltre il quale un approccio sessuale diventa sgradevole e violento per chi lo riceve
*Aprire il confronto sulle responsabilità in gioco in una dinamica di bullismo in cui avvengono molestie sessuali
*Evidenziare le conseguenze legali cui va incontro chi compie molestie sessuali
*Mettere in discussione le convinzioni diffuse sul ruolo della donna nelle relazioni sessuali ed affettive
*Diffondere i valori del rispetto della persona e del rifiuto della violenza e del ricatto nei rapporti d'amore.

La fragilità e l'istintualità tipiche dell'adolescente connotano fortemente questo frammento. Gli intervistati evocano temi complessi quali l'importanza di essere considerati dagli altri, il rapporto tra paura e piacere, la diversità nei comportamenti di genere. L'approccio al problema appare superficiale e lascia spazio a congetture a volte scontate. In questo caso occorre un dialogo profondo per tornare a parlare con gli adolescenti di autodeterminazione della donna nel rapporto con l'altro. Dalle parole degli studenti emerge che chi si veste in un certo modo deve accettare di essere etichettata; subire un ricatto e prolungare una relazione non voluta è comunque meglio che rischiare la reputazione.

SCENARIO

Giovanna danza da quando era bambina, tiene molto alla linea ed è molto femminile. Veste con un gusto tutto particolare, con abiti che valorizzano le sue doti fisiche. Non è certo una che passa inosservata, e lei ama sentire addosso gli sguardi dei ragazzi. Matteo la osserva in silenzio e vorrebbe uscire con lei, ma non ha il coraggio di chiederglielo. Ha l'impressione che gli altri ragazzi della classe non sappiano capirla e che si fermino alle apparenze. Federico più di tutti, che non perde occasione per fare battute pesanti o per allungare le mani.
Sostenuto dai suoi due amici, Alessandro e Ivan, approfitta di ogni circostanza per toccarla e per provarci. Giovanna si gira di scatto, dice di smetterla, ride. Per chi non la conosce bene è difficile capire se sia infastidita o lusingata dalle sue attenzioni. Nei momenti di confidenza dice a Marta, la sua amica del cuore, che non sa come farlo smettere senza fare la parte della santarellina.
Una mattina Matteo trova il nome e il numero di telefono di Giovanna sulla porta del bagno dei maschi, con l'indicazione di chiamare per «prestazioni speciali».
La voce si sparge nella scuola.
Il giorno seguente Giovanna non è in classe.

Frasi significative
  • È una specie di prevaricazione biologica. Non è un atto di bullismo.
  • (Se una ragazza che riceve un approccio) dice di smetterla, vuol dire che bisogna smetterla. Se nonostante questo si continua, si configura il reato di violenza sessuale.
  • Giovanna non si fa conoscere come veramente è. La gente si ferma alle apparenze.
  • Finché si sta insieme il video rimane proprio tuo e suo. Magari vi mollate e... devi per forza stare con quel ragazzo altrimenti non hai scampo.
  • (Una che si veste scollata ecc.) ci vuole un attimo per etichettarla...
  • L'aspetto fisico è il biglietto da visita...! Ma perché uno non si può vestire come gli pare!?
  • Penso sia da questo che nascono gli stupri: l'uomo si sente in diritto di fare lo stupro solo perché lei è bella e lo attira.

Attività possibili

  • Come i media parlano di molestie e violenza sulle donne.
  • L'immagine della donna nelle pubblicità e in altri messaggi mediatici.
  • La libertà della donna oggi. in Paesi e culture diverse.
  • Attività espressive su: amore dell'altro e rispetto di sé; difesa della propria reputazione e affermazione della propria libertà.
  • L'evoluzione della legislazione italiana in tema di violenza sessuale.
  • Incontro con le realtà del territorio che sostengono le donne in situazioni di difficoltà (Case delle Donne, Servizio Sociale, Centro Servizi per il Volontariato, ecc.)
  • Filmografia: Uomini che odiano le donne (2009); Persepolis (2007); Racconti da Stoccolma (2006); La sposa turca (2004); Ti do i miei occhi (2003); Lesioni (filmato a cura di Amnesty International).

ragazzi gayCHE COSA SONO IL BULLISMO TRADIONALE E QUELLO ELETTRONICO (18' 28")

Obiettivi

  • Aprire il dibattito su questa forma specifica di bullismo in adolescenza, molto diffusa e in gran parte ignorata nei progetti di prevenzione e contrasto
  • Diffondere consapevolezza sulla gravità del bullismo omofobico, frequente nei gruppi di adolescenti e spesso inconsapevole
  • Mettere in discussione i pregiudizi verso le persone omosessuali anche individuandone le cause sociali e storiche
  • Affrontare i sentimenti di vergogna e imbarazzo che portano le vittime di bullismo omofobico a non denunciare ciò che subiscono e i compagni a non intervenire.

SCENARIO

I testi narrativi sono tratti da Andrea: buttato fuori, di E. Buccoliero, in Tutto normale. Bulli, vittime e spettatori, Ed. La Meridiana, 2006

Le prese in giro omofobiche sono comuni in adolescenza, soprattutto tra i maschi. Si dicono per scherzo, ma per chi le riceve sono tra le più pesanti da affrontare. Gli intervistati riconoscono l'adolescenza come età delicata, in cui si vivono le prime esperienze amorose e si forma l'identità della persona. In questa fase l'accusa di omosessualità può provocare grande sofferenza e insinuare dubbi in chi la riceve. I pregiudizi sono tuttora numerosi e, se l'omosessualità femminile è pressoché ignorata, quella maschile viene definita dai ragazzi una deviazione, qualcosa di innaturale e di cui vergognarsi.
Luca Pietrantoni, docente di Psicologia all'Università di Bologna, interviene a fare chiarezza e spiega come la scuola italiana sia insicura per gli adolescenti omosessuali, spesse volte isolati, costretti a nascondersi o a ritirarsi dagli studi.

Frasi significative
  • ... non volevano ferirlo!
  • Nessuno di noi si è mosso, neppure il sottoscritto... erano presenti anche i prof... hanno sentito tutto senza intervenire...
  • In quest'età si crea un'identità sessuale, si fanno le prime esperienze.
  • Essere sensibile, essere debole sono cose che si assomigliano?
  • Se do questa immagine (di omosessuale), forse sono proprio così!
  • Ti vedono vicino a lui, ti dicono che sei il suo amichetto e cominciano a prendere in giro anche te, e quindi cerchi di prendere le distanze...
  • Quello è gay, è diverso da noi, non è giusto che stia insieme a noi.
  • (se ti accusano di omosessualità perché ti vedono diverso dalla maggioranza) magari in certi casi ti potrebbe aiutare fare le cose che piacciono a loro.
  • (Un ragazzo accusato di essere gay) avrebbe bisogno dell'aiuto dei suoi amici.

Attività possibili

  • Biografie di omosessuali celebri nella storia, nell'arte, nella letteratura...
  • Evoluzione storica del concetto di omosessualità, da malattia mentale a diverso orientamento di genere.
  • Le persecuzioni agli omosessuali durante il nazismo.
  • Come viene considerata oggi l'omosessualità e quali leggi vengono applicate, in Paesi e in culture diversi, europei e non solo.
  • Filmografia: La finestra di fronte (2003); Frida (2002); Billy Elliot (2000); In & Out(1997); Gli occhiali d'oro (1987); Nessuno uguale (video didattico dell'associazione AGEDO).

STORIE DI RAGAZZE(8' 45")

Obiettivi

  • Stimolare il confronto tra modi diversi di rispondere alle prevaricazioni subite
  • Suscitare empatia verso i compagni vittima di prepotenze
  • Sottolineare l'importanza del ruolo dei coetanei e degli adulti che possono intervenire ad interrompere gli atti di bullismo.

Tre ragazze che sono state vittime in passato raccontano modi diversi di reagire al bullismo dei compagni. Alessia ha fatto ricorso alla violenza fisica; Carmen ha cambiato scuola; Alice - l'unica veramente rasserenata - ha risposto a parole, una volta compreso di non essere inferiore a chi la prendeva in giro. Dalle storie risaltano i ruoli di genitori, insegnanti e compagni, e il diverso concetto di sé quando le prepotenze venivano subite e poi superate.

Frasi significative

Alessia
  • (quando io ho usato) la violenza lui non mi ha più presa in giro perché ha visto che nonostante tutto sono una ragazza forte, che risponde.
  • Non ho mai capito perché mi prendesse di mira.
  • Non volevo che mia madre sapesse (che subivo). Avevo paura che lei si vergognasse di me.

Carmen
  • Mi ritengo una persona forte ma, era diventata una situazione insopportabile e non ce l'ho fatta. Le altre sono rimaste perché sono più forti.

Alice
  • Gli altri erano ciechi, non facevano nulla anche se io stavo male.
  • È durata per tre anni; la personalità? hai voglia, quando subisci per tre anni la personalità la perdi...
  • Era come se guardassi la mia vita in terza persona.
  • Insieme a questo prendere in giro, dalla prima alla terza c'è stato anche un peggioramento nell'andamento scolastico.
  • (Finché mi sono detta), io non sono diversa da loro, perché devo subire!?

Attività possibili

  • Laboratorio sull'assertività, passività e aggressività.
  • Laboratorio sulla gestione dei conflitti seguendo l'approccio di Pat Patfoort, In rete: sito
  • Scrittura di una lettera a quella delle tre ragazze che ti ha colpito di più.
  • Lavoro in gruppi sulle possibili risoluzioni delle situazioni ascoltate e sul ruolo che potevano giocare i compagni e gli insegnanti.
  • Approfondimento su come le prevaricazioni subite hanno cambiato l'immagine che >queste ragazze avevano di sé e su quali emozioni trasmettono ora, mentre ricordano la loro esperienza.

Ultima modifica: 05-02-2013
REDAZIONE: Promeco - Centro per la Promozione della Comunicazione
EMAIL: promeco@comune.fe.it